“… Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione…”

La Carovana internazionale antimafie approda nella città di Castelvetrano, unica tappa nella provincia di Trapani dopo un lungo cammino partito da Sarajevo.
L ‘aula magna dell’Istituto alberghiero “ V. Titone” accoglie i viaggiatori al rullo vibrante di tamburi, al suono dolce dei flauti suonati dai ragazzi della Scuola media “ Pappalardo “ . La platea si scalda, partecipa, segue il ritmo con il battito delle mani.

Comincia così questa giornata intensa di racconti , di conoscenza e di corresponsabilità. Nulla è “ composto” come da rigido copione, non vi sono regie , c’è piuttosto una umanità semplice e spontanea che ascolta, applaude, chiede e si appassiona alle esperienze di giornalisti e magistrati in prima linea sul fronte delle cronache giudiziarie e dei processi,di religiosi e società democratica responsabile che hanno deciso da che parte stare.

Una giovane alunna ricorda Mauro Rostagno, altre giovani donne vogliono sapere se l’informazione è imbrigliata nelle pieghe della censura, se la lotta alla mafia possa essere considerata prioritaria in un paese che si occupa di personalismi e se il fallimento del blitz che avrebbe dovuto portare alla cattura del boss, sia legato a “ volontà deviate ”.
Sul palco c’è l’uomo di Chiesa ( Don Meli ) e il magistrato ( Dott. Paolo Guido-DDA Palermo ), due ruoli differenti, accomunati da un progetto comune, liberare i cittadini dai vincoli subdoli del malaffare che per i più sprovveduti si presenta quale prospettiva di lavoro e di benessere economico piuttosto che come schiavitù.
C’è Rino Cascio impegnato cronista di Tg Rai 3
C’è Umberto Di Maggio, responsabile regionale di Libera che con molta umiltà continua a dire che “ a NOI non piace stare davanti ai riflettori….bisogna essere sempre più’ partigiani, fare delle scelte per assumersi la consapevolezza che la vita è un atto d’amore…”
Il tutto condotto magistralmente da Lidia Tilotta giornalista Rai

Passano le immagini dell’impegno di alunni e docenti, scorrono sul video creatività ed intuizioni che sfuggono agli adulti che amministrano i beni confiscati alla mafia e le riflessioni si fanno largo sullo sfondo di bambini che illustrano progetti ed incantano con le loro emozioni.
Una scolaresca del C.E.I. (Centro Educativo Ignaziano) di Palermo recita e canta, ogni tanto la musica di sottofondo inciampa, ma i ragazzi e l’insegnante del coro, non si intimidiscono, sicuri di sé salutano con il loro rap le storie tragiche di Giovanni Falcone e della scorta in una Palermo che mostra bellezze ed inquietudini.
” Non siete morti invano” è il suggello partecipato e commosso che conclude la mattinata.
I viaggiatori instancabili della Carovana si fermano, nel pomeriggio, nel Sistema delle Piazze.

Cambia lo scenario e la composizione del pubblico. La Chiesa del Purgatorio si affolla di persone interessate alla grammatica della mafia che controlla la filiera agro-alimentare.
Cambia anche il clima attorno ai sapienti relatori di Coop 25 Aprile, C.I.A. Provinciale, Coldiretti regionale e Libera Nazionale coordinati dalla giornalista Gioia Sgarlata: c’è preoccupazione sull’andamento dei prodotti siciliani all’interno del mercato, la competitività offre migliori prezzi ,ma penalizza la qualità e mette al tappeto la nostra migliore agricoltura.
Le ombre della sera stanno per calare, si fermano, quasi ad ossequiare l’intensità del poeta Ignazio Butera, poi si allungano.

E’ tempo di andare, è tempo di saluti e di ringraziamenti.
“…Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio, sempre.
Il viaggiatore ritorna subito.”
(Josè Saramago)

Per Libera Castelvetrano “ Salvatore e Giuseppe Asta “
M. Antonietta Garofalo