[di Max Firreri] Quando si parla di giustizia si pensa subito alla lentezza dei procedimenti. Lunghi anni di processi per arrivare a sentenza. E questo succede soprattutto nella giustizia civile in cui le controversie tra privati si trascinano per lunghi anni, creando pesanti arretrati, in attesa di sentenza. Da qualche anno il Ministero della Giustizia monitora i tempi dei processi pubblicando periodicamente numeri e statistiche che puntano a classificare la produttività e la solerzia di Tribunali e Corti. Quella che è venuta fuori è una graduatoria pubblica degli uffici più e meno virtuosi per tutto il territorio italiano.

In posizione di vertice figura il Tribunale di Marsala dove sono pochissimi i procedimenti civili pendenti sino al 2014 e, in alcuni casi – come per il 2008 – neanche uno. Così in controtendenza all’idea diffusa di una giustizia civile lenta, i numeri di un Tribunale di dimensioni medio-piccole qual è quello di Marsala, rincuorano. I procedimenti pendenti fino al 2006 sono 4, al 2007 soltanto uno, per il 2008 non c’è nessun procedimento pendente e poi dal 2009 si registrano pendenze tra uno e due procedimenti che nel 2013 diventano 7 e nel 2014, 43, per un totale di 61 procedimenti ultratriennali su una pendenza complessiva di 3.366 procedimenti.

Per il Tribunale di Marsala l’incidenza dei procedimenti ultratriennali sul totale di quelli pendenti al 31 dicembre 2017 è quindi dell’1,8%, contro, ad esempio il Tribunale di Savona – citato solo per analogia di dimensioni – che ha una percentuale di ultratriennali del 6,6 % pari a 212 procedimenti ultratriennali su 3.234 pendenti alla fine del 2017 o, ancora, il Tribunale di Cuneo – sempre di dimensioni analoghe – con una percentuale dell’11,1 % di ultratriennali pari a 425 procedimenti su 3.836.

A Marsala sono 21 i giudici in servizio, 2 i presidenti di sezione più il presidente del Tribunale, Alessandra Camassa: «Non posso non riconoscere che la posizione in cui il Ministero ha collocato il Tribunale di Marsala – praticamente primo se si eccettua il minuscolo Tribunale di Lanciano – ci lusinga e soprattutto ci sprona a continuare in un trend lavorativo il cui merito, però, è di tutti i magistrati nessuno escluso.

Si tratta di un gruppo giovane, compatto, di altissima professionalità, che ho avuto la fortuna di trovare e adesso guidare, con la preziosa collaborazione per il settore civile del collega Michele Ruvolo, ma quel che più conta è che ciascuno di loro è animato da un entusiasmo davvero esemplare, contagioso e trainante». Ancora il Presidente del Tribunale: «Il merito di questo traguardo è pure di un personale amministrativo che condivide metodi, ansie e obiettivi dei giudici con cui collabora, nonché di una classe forense collaborativa e pienamente consapevole del fatto che se un ufficio funziona il beneficio è di tutti e tutti se ne devono sentire artefici».

In Italia, sempre secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero, al 31 dicembre dello scorso anno, la maggiore incidenza delle pendenze civili datate (cioè quelle ultratriennali), la ha fatto registrare il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto con una percentuale del 56,1 % e tra i Tribunali molto grandi quello di Bari con una percentuale di procedimenti ultratriennali del 37,6%. Intanto nel nuovo palazzo di giustizia di via Del Fante sono in corso i lavori di adeguamento che erano necessari per trasferire gli uffici. Lavori che si concluderanno, con molta probabilità, entro la fine dell’anno.

Max Firreri

per Giornale di Sicilia