Dalla primavera dell’anno scorso, c’è una novità in più che rende impraticabile lo specchio d’acqua: Un tunnel. Disposto dall’amministrazione comunale, doveva servire a favorire il ricircolo dell’acqua, in modo che le alghe che entravano dall’imbocco principale, sarebbero potute uscire da questo nuovo foro praticato nel molo.

Ma le alghe entrarono da entrambi i lati, intasando il porticciolo ed ignorando il percorso d’uscita ipotizzato dai tecnici. Si pensò allora che tutto dipendesse dalle correnti e che una saracinesca da aprire o chiudere, a seconda della direzione delle mareggiate, avrebbe risolto il problema. Ecco allora pronta una paratia in acciaio da 30 mila euro. Che però ha un piccolo inconveniente: si ferma a pelo d’acqua, senza chiudersi completamente.

La sabbia ha continuato ad entrare copiosa e il problema è diventato quello di inventarsi una barriera per prolungare fino in fondo la saracinesca. Il Comune fa posizionare allora delle rocce davanti al tunnel ma la sabbia, anche se più lentamente, continua ad entrare ed oggi l’insabbiamento comincia a diventare preoccupante.
Come frenare le mareggiate? Come bloccare l’entrata di alghe e sabbia?
Per ottenere questi risultati sarebbe bastato evitare di realizzare il tunnel, ma si sarebbe rinunciato a favorire il riciclo dell’acqua per permettere alle alghe quel percorso di uscita che però ancora nessuno ha visto.

Chissà se prima di spendere soldi per modificare la paratia, si sentirà l’esigenza di monitorare le correnti all’interno del porto. Infatti, nel caso in cui la spinta in grado di trasportare le alghe fuori dal tunnel non dovesse esistere, non rimarrebbe che ripristinare il molo come era prima e tentarne un’altra. Sempre nell’attesa che si possa realizzare il nuovo porto turistico di cui si parla da decenni.

Egidio Morici
per L’isola