Stazione Ferrovia CastelvetranoSeguendo un progetto che L’Urlo aveva inizialmente accantonato, da oggi e settimanalmente passeremo in rassegna, volta per volta, un luogo o quartiere di Castelvetrano per elencarne i pro e i contro.

Abbiamo deciso di non seguire un iter logico, bensì di seguire il nostro animo che a volte viene condizionato dalla rabbia e lo stupore dettati talvolta dall’assoluta mancanza di sviluppo, impegno e pertinenza cui il luogo è destinato.
Questa settimana ci occupiamo della piazza Stazione.

Un tempo non molto lontano la stazione di Castelvetrano rappresentava uno snodo centrale e fondamentale per la rete ferroviaria in provincia di Trapani. Del resto Castelvetrano occupa nel territorio provinciale una posizione logistica invidiabile.

La piazza oggi si presenta parzialmente rinnovata nell’aspetto e di certo ricordate in che condizioni versava qualche anno addietro. È stata ristrutturata la scalinata che collega la piazza alla via Scinà e, sinceramente, la sera, la struttura ha un suo senso architettonico e una sua oggettiva gradevolezza. Lasciando perdere la struttura in sé della stazione che non è di competenza dell’amministrazione comunale locale, poniamo la nostra attenzione su ben altro.

La piazza è caratterizzata da un sistema non molto complesso di aiuole. Attorno quella grande centrale che ospita la grande fontana se ne adagiano su un manto stradale alquanto irregolare altre quattro più o meno grandi.

Leggo sul dizionario, strumento fondamentale a quanto pare, che per aiuola s’intende un piccolo spazio di terreno riservato nei giardini per la coltura dei fiori. A tal proposito sembra che qualcuno ancora non abbia ben compreso non solo il significato di tale termine ma anche quello che si riferisce ai cestini per la spazzatura (piccolo cesto per gettare le carte inutili). Nel 2009 ancora qualcuno confonde i due termini e con questo non intendo dire che nei cestini qualcuno pianta fiori…questo è ben chiaro!

Bene, dopo avere spiegato il significato di tali termini, ci chiediamo come mai, dopo avere fatto un cospicuo investimento per la ristrutturazione della scalinata, non si sia pensato anche ad adeguare tutto il resto. Nei cestini (se ci fossero) andrebbero le cartacce, nelle aiuole andrebbero i fiori e, scusate se ci permettiamo, le erbacce, alte ormai quanto gli alberi, dovrebbero essere proprie di campi abbandonati.

Di recente ci è capitato di vedere una vecchia foto della piazza che ritraeva le aiuole appena costruite e gli alberelli appena piantati. La situazione era totalmente diversa. Appariva ben più pulita e di certo le radici dei piccoli arbusti non erano tali da sollevare l’asfalto. Ma questa è tutt’altra storia…

Purtroppo il problema del manto stradale, delle aiuole e delle erbacce è comune a molti altri quartieri del paese ed inutile sembra continuare ad accanircisi contro.

Parliamo d’altro.

“Stazione” viene dal latino “stazio” fermata. Dovrebbe essere un centro di partenze ed arrivi. Partenze ed arrivi dei treni. Partenze ed arrivi degli autobus. Capolinea delle navette per il servizio di trasporto pubblico. Ma in un epoca in cui tutto è il rovescio di tutto, credo che a nessuno importi che abbiamo nella nostra città una piazza della stazione abbastanza grande per far partire ed arrivare tutti i mezzi di trasporto pubblico e privato; penso agli autobus che la mattina partono dalla piazza Matteotti e agli autobus che arrivano e si fermano in viale Roma. Con conseguente, è ovvio, intralcio di passaggio; le auto che aspettano l’arrivo o la partenza degli autobus sosteranno sempre laddove lo spazio non c’è. Penso all’incrocio di via Amendola e il viale Roma. L’intersezione già è caotica di per se, se permettiamo anche lì la sosta degli autobus…la frittata è fatta.

Bene, due più due da noi fa cinque e qualche volta anche 6. Perché far partire ed arrivare gli aautobus in piazza della stazione?

E allora oggi noi urliamo affinché la stazione assumi la funzione che i latini intendevano dare al termine stazio. Noi oggi urliamo affinché la stazione sia intesa davvero come stazione. Oggi noi urliamo perché gli autobus non arrechino altro disagio alle condizioni già disastrose di traffico in un punto della città critica.

Noi oggi urliamo affinché l’ordine sia la principale caratteristica di un territorio che ne ha perso oramai l’idea.

Che la stazione sia stazione. Che le aiuole siano aiuole e che i cestini possano un giorno rinascere insieme a Castelvetrano!!!!

Saluti.

L’Urlo (la VOCE non basta più….)

Stazione Ferrovia Castelvetrano