Il presidente pachistano, Pervez Musharraf, ha detto in un discorso televisivo alla nazione che contro di lui il governo ha lanciato accuse “false” per giustificare una procedura d’impeachment nei suoi confronti. Musharraf, ha affermato di aver agito “in assoluta buona fede” nell’affrontare le sfide al paese, in primis la crescita dell’estremismo islamico e le difficoltà economiche.
“Purtroppo – ha detto ancora il presidente nel suo discorso televisivo alla nazione – certe persone che avevano loro interessi personali hanno lanciato false accuse nei miei confronti, ingannando il popolo”. “Ho combattuto due guerre in favore di questa nazione e ho sempre agito nell’interesse del Paese, sviluppando anche l’economia del Pakistan”. Queste le parole pronunciate da Musharraf alla nazione, per difendersi dalle accuse da lui “definite false”.
“Io ho sempre messo gli interessi del Pakistan sopra ogni cosa e mi sono preso carico del Paese quando stava cadendo nelle mani dei terroristi”: lo ha detto il presidente pachistano, Pervez Musharraf, in un discorso alla nazione nel quale ha lasciato chiaramente intendere che non intende dimettersi, malgrado una procedura d’impeachment avviata contro di lui dal governo. “Quelli che mi criticano sono semplicemente contro la nazione”, ha aggiunto. Musharraf ha poi detto poi che “nessuno può dubitare della mia buona fede”, aggiungendo di aver “cercato di rafforzare il processo di democratizzazione del Paese”. Secondo il presidente pachistano, coloro che si “scagliano contro di me stanno rovinando il Paese. Le loro accuse sono senza fondamento”.
Il presidente dell’Ossezia del Sud ha sciolto il governo e proclamato lo stato di emergenza nel giorno in cui e’ atteso l’inizio del ritiro delle forze russe a mezzogiorno come promesso ieri dal presidente Dmitry Medvedev. “Ho firmato tre decreti, uno per lo scioglimento del governo, uno per la proclamazione dello stato di emergenza in Ossezia del sud ed un terzo per la creazione di un comitato di emergenza che dovra’ gestire le conseguenze dell’aggressione georgiana” ha detto Eduard Kokoity, presidente della regione secessionista, alla televisione russa Vesti-24. Secondo il presidente il governo e’ stato troppo lento nella distribuzione di aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal conflitto.
Mosca ha spostato i lanciatori per missili balistici a corto raggio nell’Ossezia del Sud. I russi hanno dispiegato diversi lanciatori di missili SS-21 venerdi’ scorso, cioe’ un giorno prima che il presidente Dmitry Medvedev firmasse il cessate il fuoco che impone a Mosca di ritirare le forze da Mosca. Un ritiro che il presidente russo ha promesso iniziera’ oggi. Secondo le informazioni di intelligence degli americani, dalle nuove posizioni di lancio a nord di Tskhinvali, la capitale della regione secessionista, i missili russi potrebbero raggiungere gran parte della Georgia, compresa la capitale Tblisi.
E’ durato meno di tre ore oggi quello che per l’Iran avrebbe dovuto segnare l’ingresso nel club delle potenze spaziali. Poco dopo le 16:00 ora italiana i media locali, citando fonti ufficiali, hanno annunciato che un vettore battezzato ‘Ambasciatore’ (Safir) aveva messo in orbita un satellite di nome ‘Speranza’ (Omid). Il tutto costruito sul suolo iraniano, con tecnologia iraniana, da specialisti iraniani. Tre ore dopo, la smentita: il razzo è partito ma il satellite è rimasto a terra. Al suo posto c’era un satellite “finto”. Il primo annuncio riportato dai media è arrivato dal portavoce governativo Gholamhossein Elhan. All’agenzia Fars ha dichiarato che l’Iran aveva lanciato “con successo” un satellite per le comunicazioni per la prima volta interamente costruito sul territorio nazionale. E ha aggiunto che, sempre per la prima volta, per la messa in orbita era stato usato un vettore di fabbricazione iraniana. “Il presidente Mahmud Ahmadinejad – ha riferito pochi attimi dopo l’agenzia Irna – ha assistito al lancio del satellite Omid (Speranza) nella stazione di lancio spaziale dell’Iran … e il satellite è stato lanciato nello spazio per ordine e con un messaggio del presidente”. Per spedire nello spazio Omid, era stato usato “per la seconda volta”, secondo l’Irna, il razzo Safir (Ambasciatore). Tre ore dopo ecco arrivare la smentita. Prima da una fonte anonima, poi dal responsabile delle attività aerospaziali iraniane Reza Taghizadeh. “I media iraniani si sono sbagliati. Si tratta del lancio di un razzo in grado di portare un satellite. Il satellite Omid non è stato lanciato”, ha dichiarato l’alto responsabile anonimo. Taghizadeh poco dopo, parlando alla televisione, ha tentato di correggere ulterioremente il tiro. “Il vettore Safir – ha spiegato – per la prima volta ha messo in orbita un satellite finto”.
Senza spiegare di cosa si tratti esattamente. Un lancio di prova del vettore era stato effettuato lo scorso 4 febbraio: in quell’occasione era stata preannunciata la messa in orbita del primo satellite interamente costruito in Iran (Omid, appunto) “entro l’estate”. Il lancio – avvenuto in occasione dell’inaugurazione del primo centro spaziale iraniano, nel deserto vicino a Samnen, nel nord del Paese – aveva suscitato le preoccupazioni internazionali, dato che la tecnologia usata per mettere in orbita un satellite può essere utilizzata anche per scopi militari. All’epoca il ministro della Difesa, Mostafa Mohammar Najjar, aveva però precisato che il programma spaziale iraniano non ha scopi bellici e prevede, entro il 2012, la messa in orbita di due satelliti per le telecomunicazioni (il primo è appunto Omid, interamente fabbricato nella Repubblica Islamica dalla Sanei Electronic Iran), di una stazione telemetrica e di un satellite in comune con altri Paesi islamici.
Il lancio del razzo da parte dell’Iran è giudicato “inquitetante” dalla casa Bianca, secondo la quale una tale tecnologia potrebbe essere utilizzata anche per i missili balistici. “Lo sviluppo è il lancio del vettore sono motivo di inquietudine e sollevano nuove domande sulle intenzioni dell’Iran”, spiega Gordon Johndroe, portavoce della Casa Bianca, sprecisando che “questa iniziativa e le possibilità di farne un doppio uso per il loro programma balistico non sono in linea con gli accordi presi con il Consiglio di sicurezza dell’Onu”.








