Proseguono le grandi manovre pre elettorali in Sicilia. La crisi che ha colpito i partiti maggiori come Pd e Pdl ha determinato le condizioni per la nascita di movimenti spontanei, ma anche organizzati come “I Gattopardi Sicilia‘’. Si tratta di un’aggregazione che nasce sulle macerie di una politica orfana di valori e progettualità.

“I Gattopardi Sicilia” organizzano il movimento su basi filantropiche. Come usava fare Cicerone che assegnava semanticamente il significato di “profonda sensibilità”, “raffinatezza”, “generosità”, ogni associato muove il proprio impegno con generosità, promuovendo diverse forme di cultura con approccio volontario.

“I Gattopardi Sicilia” fondano il loro movimento su alcune leve quali la sicilianità per raggiungere l’indipendenza e i vantaggi che l’Isola avrebbe ad autogovernarsi sola. L’autonomia e totale indipendenza amministrativa dall’Italia, con l’abbattimento del carico fiscale su tutti settori produttivi siciliani, partendo dall’agroalimentare ed artigianale, riducendo il costo dell’Iva per chi consuma e compra siciliano .

Altro tema sul quale il movimento ha raccolto attorno a sé centinaia di associati in tutta l’Isola è quello della ferrea volontà di creare i presupposti per alzare il muro vero dell’autonomia a Messina, con l’applicazione di un pedaggio di entrata nella nostra terra. Questo consentirebbe di reperire risorse finanziarie necessarie per attivare servizi adeguati per il commercio ed il turismo. Il tutto al più presto, attraverso l’indizione di un referendum per il completo distacco amministrativo da Roma.

Sugli obiettivi del movimento abbiamo chiesto chiarimenti al fondatore de “I Gattopardi Sicilia” , Vincenzo Allegra, castelbuonese di 52 anni, veterinario. Allegra ci ha fornito il Manifesto dei “Gattopardi di Sicilia” che noi riportiamo per esteso.

“In questo momento, in Sicilia, molta gente si dichiara indipendentista, addirittura in certi studi ed in qualche sondaggio si parla di un 30 per cento dei siciliani che sognano l’indipendenza. E’ un segnale importante.

Abbiamo il dovere di costruire finalmente una Sicilia diversa, libera, autenticamente democratica e partecipativa nelle decisioni. Una terra economicamente efficiente, solidale, giusta, libera dalla cultura del bisogno, con un sistema di principi, idee e comportamenti teso a realizzare e perseguire valori di libertà, dignità e solidarietà.

Una Sicilia rispettosa dell’ambiente e del bene comune, che sfrutta le proprie risorse: ad esempio, petrolio e turismo in modo socialmente ed economicamente sostenibile al servizio di Tutti i Siciliani. Una Sicilia solidale e giusta, una Sicilia Libera da ingiustizie, soprusi e favoreggiamenti di persone o gruppi predeterminati. Una Sicilia dei “Diritti e dei Doveri” e mai più dei privilegi e degli interessi personali.

Insomma Costruire e realizzare una Sicilia al servizio del Popolo Siciliano, una Sicilia con una Politica, una Cultura, un’Economia, una Giustizia e una Società che abbia al centro la Sicilia ed i Siciliani.

Perseguire e costruire Una Sicilia inserita in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo, aperta finalmente, legittimamente e pienamente all’Europa, al Mediterraneo e al Mondo e non più periferia o Sud di qualcosa.

Questa è La Vera Indipendenza della Sicilia.

E questa Indipendenza la possono perseguire solo coloro che hanno nell’amore per La Sicilia la base delle loro lotte.

E’ sicuramente necessario essere onesti, liberi, indipendenti nel pensiero e nei fatti, equi e pervasi dall’Amore verso questa Terra e Questo Popolo e essere al servizio di Questo Popolo.

Diciamo da subito che si tratta di un movimento con i principi-guida forti e incisivi.

Il movimento “I Gattopardi Sicilia” non presenterà propri candidati alle prossime elezioni regionali del 28 ottobre. Ma pronto a sostenere quelle forze politiche che aderiranno’ al manifesto. L’obiettivo è un’aggregazione trasversale ai classici schieramenti per valorizzare la cultura della sicilianità con una progettualità chiara ed incentrata sulla difesa della Sicilia e dei siciliani dagli intrighi della politica romana distante dall’Isola e incapace di soddisfare i bisogni dei siciliani.