Ad un anno dalla sua scomparsa, la famiglia di Giuseppe Basile ha voluto organizzare un evento in memoria di uno dei figli più illustri della città di Castelvetrano, attraverso la musica, che lui amava tanto.

L’occasione si è presentata quando Francesco e Stefano Parrino, musicisti castelvetranesi, noti in tutto il mondo per le straordinarie doti artistiche, hanno accettato con gioia l’invito della famiglia per una esibizione in ricordo dello studioso castelvetranese. La cornice non poteva che essere quella della Chiesa di San Domenico e dei stucchi del Ferraro, al quale il professore Basile ha dedicato durante la sua vita particolare attenzione.

L’appuntamento è fissato per le ore 18:00 di mercoledì 30 luglio – ingresso libero.

giuseppe basile

Breve biografia del prof. Basile
Giuseppe Basile ha effettuato la Direzione lavori, il coordinamento e la supervisione dei più importanti interventi di conservazione e restauro per conto dell’Istituto Centrale del Restauro del Ministero dei Beni Culturali.

Nato a Castelvetrano laureato in Storia dell’Arte all’Università di Palermo, dal 1976 funzionario storico d’arte presso l’Istituto centrale del restauro (Ministero Beni Culturali), dove dal 1987 ha diretto il Servizio per gli interventi sui Beni artistici e storici. Dall’anno accademico 1991 – 92 docente presso la Scuola di specializzazione in Storia dell’arte all’Università “La Sapienza” di Roma (Teoria e storia del restauro delle opere d’arte), dal 1995 membro ordinario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e della Pontificia Commissione per l’Archeologia sacra. Ha diretto numerosissimi restauri in Italia ed all’estero, al punto da portare la nostra scuola di restauro ai maggiori vertici del mondo.

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Il Presidente Ciampi con la moglie Franca nella Cappella degli
Scrovegni, osservano i dipinti di Giotto illustrati dal Direttore dei
lavori di restauro, Giuseppe Basile

Fu lui che si oppose, da Dirigente dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma, alla rimozione indiscriminata con le ruspe delle macerie accumulatesi sotto la volta della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi: sotto quelle macerie, nel settembre del 1997 a causa di una violenta scossa sismica, erano rimasti sepolti due restauratori e due frati, ma rimanevano anche accatastati 120 mila frammenti di ben 5.000 mq di pitture murali dei più importanti maestri della pittura del duecento italiano, quali Cimabue e Giotto. Si deve alla sua ostinata capacità ed al suo altissimo livello culturale se oggi possiamo riammirare capolavori d’arte unici al modo. Entra certamente nel Guinnes dei primati per il più grande puzzle d’arte mai recuperato (il cantiere è stato denominato dai più grandi studiosi del mondo il cantiere dell’utopia); e certamente in quest’impresa ha influitola sua esperienza maturata in gioventù nel Belice. Innumerevoli le altre opere di cui ha diretto il restauro: tra le tante si cita la Cappella degli Scrovegni a Padova, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Milano ed il Palazzo Te a Mantova.