Caterina saltellava tra i tavoli ed a bordo della piscina, allietando lo sguardo di chi avrebbe voluto tornare tanto indietro negli anni ed imitarla. Saro Guzzo alternava canzoni della tradizione siciliana a varie amenità, Mario Cervellione ogni tanto dava segno della sua abilità alla fisarmonica, suonando dei pezzi composti da lui stesso e strappando ai convitati applausi di sincero gradimento ed appassionata partecipazione.

Semplice e vera manifestazione di convivialità ed amicizia, anche quest’anno si è svolta la festa d’Estate del Lions, entrata ormai nella tradizione del club service di Castelvetrano.

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Questa occasione ha anche segnato, dopo l’inaugurazione di domenica scorsa, il vero inizio delle attività conviviali di Campoallegro, una struttura ricettiva posta in posizione baricentrica tra le colline più belle del nostro territorio ed il mare.

Perfetto il clima, con un leggero maestrale arrivato al momento giusto per mitigare la calura; ottimo, abbondante e variegato, nei colori e nel gusto, il cibo, in linea con la nostra migliore tradizione gastronomica; spensierato e festante l’ambiente in cui si sono mossi per alcune ore i soci Lions ed i loro ospiti.

Com’è giusto che fosse, la crisi ed i clamori delle ultime uscite dei nostri politici erano lontani dai pensieri dei partecipanti alla festa, che per molti ha rappresentato l’inizio delle ferie estive. Sembra che quest’anno la Sicilia stia facendo il pieno di vacanzieri. Speriamo di essere diventati tanto bravi da saperceli conservare e fare in modo che sempre di più i turisti abbiano occasione di vivere la gradevolezza della vera ospitalità siciliana, quella che dà segno dei migliori valori di questa terra straordinaria.

Ed a questi valori, semplici e schietti, ha fatto riferimento il Presidente Nino Cervellione nel dare l’avvio alla festa che, dopo le canzoni, la musica, il buon cibo e lo scambio tra i convitati di auguri per le “buone vacanze”, ha avuto anche un momento di attenzione alla cultura del territorio con l’esibizione di Irene Bonanno, nota per il suo talento nella prosa tradizionale siciliana e per l’impegno nella poesia e nella recitazione di buona parte della sua famiglia. “Contro la mala sorti un ci po’ nenti”, recitava Irene, raccontando le vicende tragicomiche di Totò Agosta; Saro Guzzo l’accompagnava con intermezzi di chitarra, in un’atmosfera di surreale ripresa del vissuto non molto anteriore e più autentico della civiltà contadina di queste terre.

Com’è nella migliore tradizione gastronomica nostrana, la serata si è conclusa con un saluto particolare a base di granita di limone e di gelsi neri.

Antonio Colaci

addetto stampa Lions