I risultati delle elezioni del 4 marzo hanno lasciato molti interrogativi, a cui sarà necessario rispondere in breve tempo. Uno degli argomenti più scottanti rimane il gioco d’azzardo e il modo in cui il nuovo governo deciderà di affrontare la questione, un nodo ancora da sciogliere. Nel frattempo, la macchina statale non rimane ferma, e gli organi competenti stanno lavorando per delineare con precisione la situazione.

La prima novità è già stata formalizzata. L’Osservatorio sul gioco patologico ha infatti cambiato il presidente, con Claudio D’Amario che prende il posto di Raniero Guerra, passato al ruolo di assistent director nell’Organizzazione mondiale della sanità. Il nuovo presidente, che ha ricoperto il ruolo di direttore della Asl di Pescara, ha presieduto la prima riunione post-elezione dell’Osservatorio, che si è tenuta il 21 marzo. Tante le questioni su cui discutere, a cominciare dalla strategia da intraprendere con il nuovo governo. La discussione principale verte sui piani regionali sul contrasto al gioco patologico, presentati nel 2017 e su cui si era pronunciato l’Osservatorio stesso. Il termine per presentare i progetti rivisti, per le regioni che erano state bocciate, era proprio il 20 marzo, il giorno prima della riunione.

Soltanto quattro regioni a dicembre avevano ricevuto parere positivo, vale a dire Basilicata, Umbria, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. La bocciatura totale era arrivata per Calabria e Campania, mentre tutti gli altri piani sono stati promossi con osservazioni, in sostanza rimandati alla riunione successiva. Che è quella avvenuta il 21 marzo, appunto. Non tutte le regioni hanno presentato un nuovo programma: Puglia, Lazio, Marche, Piemonte e Sicilia hanno chiesto un nuovo incontro con il ministero per motivare il piano di dicembre. Tutte zone d’Italia in cui il problema del gioco viene sentito in modo particolare, con numeri che preoccupano le amministrazioni locali. Un discorso che vale ancora di più per il Lazio, che con Roma ha la città con il maggior numero di slot machine sul proprio territorio. Il prossimo incontro si terrà il 3 maggio, e solo allora verrà dato un parere definitivo sui piani. Magari analizzando con maggiore attenzione le statistiche sulla ludopatia e sulle potenzialità del settore in Italia.

Per il momento si calcola che il gioco d’azzardo è in grado di raggiungere ben 16 milioni di italiani. Il 16% dei giocatori è considerato a moderato rischio di patologia, il 4% scommette almeno quattro volte a settimana, come illustra l’infografica sottostante elaborata da Giochidislots.com. La dipendenza dall’azzardo sembra strettamente collegata ai soggetti in cerca di riscatto sociale, come i disoccupati. La metà di loro infatti avrebbe un serio problema con il gioco, probabilmente per cercare una soluzione rapida al problema economico. La ludopatia riguarda anche il comparto online, seppur con una minore incidenza. Si calcola che il GAP arrivi a toccare non più del 3% dei gambler su internet, forse anche per alcune garanzie degli stessi siti, come ad esempio la possibilità di impostare un tetto massimo di ricariche mensili. Forse la soluzione al problema può arrivare proprio dall’online; basta trovare un sistema per applicarla sul live. Facile a dirsi.

Fonte dati statistici e infografica:  Giochi di Slots, Slot Machine Online Gratis Senza Scaricare