Una voragine che si apre nell’asfalto può comportare la chiusura di una strada per mesi, se non anni. Non nel caso dell’interruzione che ha impedito per alcune settimane, sulla Busecchio-Colavecchio, l’accesso ai propri terreni a tanti agricoltori di Gibellina lungo un percorso già ad ostacoli; il passaggio su quel tratto è stato infatti riaperto pochi giorni fa “grazie al contributo di una impresa locale, alla buona volontà di un operaio comunale, alla passione di un operatore della raccolta rifiuti”, come annunciato dall’amministrazione gibellinese.

Ecco che, a partire da una situazione di pericolo quale il crollo di un canale di scolo dopo le abbondanti piogge, si profilano opportunità a misura di bilanci precari, come spiegato da Gioacchino De Simone, assessore comunale alle Politiche per l’agricoltura: «Quello che abbiamo messo in atto è un semplice meccanismo di collaborazione, così che si è potuto rimediare alla buca profonda tre metri, tramite la disponibilità delle nostre maestranze ad operare in orario extraservizio, unita alla volontà degli assessori interessati ad utilizzare parte delle indennità nei confronti della ditta che si è messa a disposizione».

Un tema, quello della rinuncia proprio alle indennità istituzionali da parte di sindaco, giunta e consiglieri gibellinesi, che tra l’altro è stato oggetto di discussione pure nell’ultima seduta del Consiglio comunale, vista la proposta avanzata in tempi non sospetti dall’opposizione ad impegnare tali risorse per servizi utili alla comunità.

«Data l’emergenza abbiamo deciso di finanziare i lavori di tasca nostra, perchè se avessimo dovuto seguire tutte le procedure del caso, l’iter del bando sarebbe potuto durare anni, con una spesa ben più che doppia – continua dal canto suo De Simone – Operare in questo modo significa sburocratizzare le procedure, sopperendo in un certo senso alle mancanze economiche delle amministrazioni quando ce n’è bisogno, caso per caso. In altre parti d’Europa lo chiamano “crowdfounding”, ovvero raccogliere piccoli contributi per finanziare un progetto di interesse comune, da queste parti semplicemente attaccamento alla propria terra».

Ma nonostante ciò la precarietà del transito è ancora da ripristinare totalmente sulla Busecchio-Colavecchio, strada comunale realizzata negli anni Ottanta con tratti misti di calcestruzzo e asfalto per una lunghezza di circa 3 chilometri, non distante dal paese vecchio lì dove sono rimasti dopo il terremoto gran parte dei terreni coltivati dagli agricoltori locali.

E gli stessi coltivatori nei mesi scorsi hanno finanche protestato in Comune facendo presenti i disagi giornalieri che sono costretti ad affrontare per arrivare ai loro appezzamenti, visto che in diversi tratti la carreggiata è da tempo danneggiata, con grandi buche sul versante con maggiore pendenza, al punto da renderla non transitabile a camion e trattori gommati muniti di rimorchio. Per di più questa strada interpoderale funge da primario collegamento della viabilità con le aziende agricole, viticole e zootecniche, oltre che con i presidi forestali, considerato che da alcuni anni la statale 119 Alcamo-Gibellina è chiusa al transito, pure a causa di frane in più tratti.

«In altri punti della Busecchio-Colavecchio il passaggio è tuttora complicato, attendendo di potere eseguire i lavori straordinari previsti dall’appalto per cui si è proceduti ultimamente all’aggiudicazione», ammette l’assessore ai Lavori pubblici Nicolò Camizzi, assicurando poi che le opere potranno iniziare «quando le condizioni meteo saranno stabili».

Alessandro Teri
per Giornale di Sicilia