gianni-pompeoChi avesse ritenuto l’ex sindaco Gianni Pompeo, già “pensionato” dovrà rivedere la sua posizione.

“Non me lo consente la Fornero- commenta sorridente Pompeo- Non posso andare in pensione ne come medico e quindi neanche come politico”. Con il suo solito modo di rispondere, di notevole somiglianza “andreottiana” Pompeo, rasserena tutti coloro che ipotizzavano la sua uscita di scena.

Per me- precisa l’ex sindaco– la politica è passione. Fino a quando avrò questa voglia, starò vicino ai miei amici, e continuerò ad impegnarmi per gli obiettivi futuri. E Pompeo di obiettivi sembra averne ancora tanti. I suoi sessant’anni suonati vengono assolutamente traditi dalla sua straordinaria energia e volontà operativa. Comincia dall’UDC e sul partito che lo ha visto presidente provinciale sul punto caldo del futuro, non usa mezzi termini: cosi continuando , non si va da nessuna parte. L’area dei moderati, o degli ex democristiani, dovrà guardare ad altri orizzonti. Ormai è di moda il bipolarismo, forse qualcuno nell’Udc non si è reso conto del cambiamento in atto, in primis l’onorevole Mimmo Turano.

La stoccata per il “nemico” di sempre non poteva mancare. Ancora brucia la questione Castellammare del Golfo. Gianni Pompeo attende il vertice nazionale di luglio dell’Udc e poi insieme ai suoi amici deciderà il da farsi. Le solite voci corridoio parlano di una possibile fuori uscita dal partito di Casini: Marco Zambuto docet. Ma Pompeo, come suo solito, non commetterà l’errore di motivare sentenze ai suoi storici avversari, in particolare dentro l’UDC dove rimane l’amica Giulia Adamo. Anche sulle vicende castelvetranesi, Pompeo non le manda a dire.

Non boccia Errante, dopo il primo anno di amministrazione. Secondo Pompeo, il suo pupillo Felice Errante, sta facendo bene e alla sua maniera evidenzia possibili cambiamenti di stagione. “ Errante-dice- ha lavorato, è chiaro che la politica vive di ragionamenti diversi. La sua candidatura, ricordo, nacque da un sofferto travaglio all’interno del “tavolo” di maggioranza. Nel mio partito c’erano diverse ambizioni e si decise di sostenere il candidato del FLI e l’UDC rinunciò alla candidatura. Ritengo- conclude Pompeo, che seppur rispettando l’autonomia del primo cittadino, eventuali variazioni politiche nella maggioranza, andrebbero sempre discusse in quel -tavolo politico- del 2012 di fatto ancora funzionante. In quel programma ,hanno creduto i partiti e movimenti che si sono battuti per Errante. Ben vengano nuovi sostegni alla maggioranza attuale, ma le scelte vanno anche condivise. Le nuove geometrie variano in condivisione del tavolo del 2012 che ancora esiste”.

Il messaggio di Pompeo, che ad oggi è leader di un nutrito gruppo di consiglieri comunali e simpatizzanti è chiaro: l’eventuale rimpasto di giunta non potrà avvenire senza un confronto con” l’area Pompeo”.

Filippo Siragusa
da un intervista su Tele8

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