Pochi fondi trasferiti a fronte di quelli incassati coi biglietti pagati. E difficoltà che si registrano ogni anno nel garantire i servizi all’interno dei parchi archeologici.

Gianni Pompeo, ex sindaco di Castelvetrano e candidato alle regionali nell’Udc, interviene sulla gestione degli enti parchi archeologici in Sicilia, prendendo proprio spunto dall’esperienza di Selinunte )il più grande d’Europa per estensione), che lui ha conosciuto bene da sindaco.

Tra i neo parchi archeologici nati in Sicilia l’unico che ha messo in atto la propria autonomia con gli organi di gestione è solamente quello di Agrigento – dice Pompeo – e non si riesce a capire perché la Regione non ha avviato l’iter per gli altri, lasciandoli al loro destino. Se la scelta dell’Amministrazione regionale è stata quella di istituire i nuovi parchi, è opportuno che questi abbiano la loro autonomia nella gestione.

Vanno rivisti, con le opportune correzioni, i meccanismi di autofinanziamento che diano la possibilità ai direttori di poter gestire i servizi necessari, a partire da una semplice discerbatura. È impensabile che a fronte di certe cifre che la Regione incassa dai biglietti venduti, ne vengano trasferite sul territorio una minima percentuale

Questo è un argomento che, come trapanesi, dovrà impegnarci in prima linea, vista la massiccia presenza di zone archeologiche d’interesse mondiale nella nostra provincia: Selinunte, Cave di Cusa, Segesta, Marsala, Pantelleria e i poli museali di Trapani e Mazara del Vallo.