Oggi vi raccontiamo di un giovane 20enne di Castelvetrano che desidera portare a conoscenza di qualcosa che porta con se da molti anni: la dislessia: Ma attenzione, più che un disturbo, per il giovane Giampiero si tratta di una cosa positiva, di un DONO, ecco la sua storia:

Eh si, sono nato a Mazara nel 1997 ma ho sempre vissuto a Castelvetrano. Io non sono nato uguale a voi, mi sentivo colpito da una cosa sbagliata. Andavo all’asilo contento, giocavo con i miei compagni ma nel frattempo mi davano sempre un foglio, questo foglio si bassava di scrivere una lettera. La lettera “E” , e io scrivevo la “E” maiuscola ma non mi dava sempre difficoltà sul fatto che la lettera aveva tre linee orizzontali ma io ne facevo quattro. Ma mi colpiva sempre di più.

Passando gli anni sono andato alla scuola Elementari (ricordatevi la E non con tre linee orizzontali ma con quattro linee) , piangevo non volevo andare in questa scuola perché non mi colpiva molto sul fatto che avevo paura che mi facevano del male, cosi mi sono messo a piangere tutto il giorno , tutta una settimana. Nel frattempo si avvicina il mio compagno uno dei migliori compagni di salute che mi sorrideva si chiamava Gaspare, ebbene si, una persona dolce una persona che voleva aiutarmi a darmi tutto questo sacrifico e mi fece sorridere.

Passando i mesi esco da scuola e vedo mia madre in testa giù io pensavo che cosa avrebbe fatto di male ma non capivo sempre al di la cosa avrei fatto di male. Cosi passando gli anni mi porta a un persona sconosciuta era un psicologo o meglio tutor di conoscenza che sapeva fare tutto e si chiamava Nando.

Nando, mi da un foglio e mi dice scrivi “CIAO MAMMA” ed io scrivo “CAO MAMA” e lui ripeteva sempre la stessa frase ma io non capivo la soluzione da dove avevo sbagliato. Passando mesi e facendo tanti sacrifici che mia madre mi accompgnava sempre in quel posto pure se pioveva andavamo sempre a piedi mi faceva sempre ricordare che cosa facevo di male per me. Passando alle medie capi una cosa, che non sono andato più dal psicologo, ma c’erano quei compagni che misserò a ridere a pensare sul fatto che non valevo nulla, pensavo sul fatto che facevo proprio schifo.

Passarono tre anni, e da li toccarono i superiori, ebbene si non riuscivo mai a capire che le persone che mi sfottevano oppure mi insultavano pesantemente su Facebook non riuscivo a capire ero come se fossi chiuso in una gabbia isolato. Cosi un giorno sentii che io ero Dislessico che dopo anni e anni che non capivo che cosa ero nella mia vita, finalmente capi che nella mia vita avevo una cosa positiva. Una cosa che potevo essere nel mio cuore come Einstein oppure Cruise etc.. Ho fatto capire in molti che io ero dislessico che io amavo il mio dono. Sembra dura la vita ma quello che non riesco di nuovo a capire ancora oggi e perché la gente la vede strana un ragazzo dislessico se pure siamo uguali.

Mi sono diplomato, ho pianto e ho visto mia madre piangere in lacrime come dire “C’è lai fatta figliolo mio.” io contento e davo tanta quella forza di dire “Si Mamma.”

Ora mi trovo qui con un sorriso di un grande valore, con un sorriso di un grande dono grazie a voi e sopratutto ringrazio alla mia grande amica che ancora oggi mi fa sorridere.
Il mio dono sulla dislessia per me sarà la mia mamma, una mamma dolce e una mamma che vale tanto, ma sopratutto anche tu amica mia Gloria.

Giampiero, il mio dono sei tu dislessia