I commenti e le polemiche nate dopo la pubblicazione di una fotografia su un social network che ritrae un uomo di colore addetto alla raccolta degli escrementi dei cavalli durante la Sacra rappresentazione del Giovedì Santo a Marsala, dimostrano come ogni occasione è buona per sollevare polveroni.

E mi è necessario intervenire come pastore proprio perché nella gratuità di facili commenti si tirano in ballo miei confratelli e si arriva finanche ad ipotizzare eventuali scelte dal sapore razzista. Nulla di più grave soltanto pensarlo.

E trovo davvero sconfortante che si possa arrivare a tutto questo, ancor di più se ad innescare le polemiche è stata la pubblicazione di una foto – risultata in effetti denigratoria – da parte di un utente di Facebook che opera, peraltro, nell’ufficio stampa del Comune, come rilevato da taluni organi di informazione.

È proprio il caso di creare tanto scandalo?

L’uomo di colore ha dato la propria disponibilità all’organizzazione della Sacra rappresentazione, avendo bisogno di guadagnarsi da vivere. E così ha svolto un servizio dignitoso e remunerato. Questa scelta degli organizzatori è stata motivata dal fatto che lo scorso anno non è stata effettuata la pulizia da parte dell’Aimeri, come concordato.

Questa volta l’organizzazione, pur non essendone tenuta, ha scelto di provvedere direttamente per il tramite di una persona di fiducia. Se tale incarico è ritenuto scelta razzista bisognerebbe ritenere ugualmente razzista l’affidare il servizio di igiene pubblica a coloro che vengono ingaggiati. Dove sta, perciò, lo scandalo se a svolgere questo servizio è stato un nostro fratello immigrato bisognoso di lavorare che ha offerto, a tal proposito, la propria disponibilità?

Vescovo monsignor Domenico Mogavero

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