Adesso si può tornare a dirlo: di sicuro c’è solo che è morto.

Il bandito Salvatore Giuliano fu realmente ucciso nel misterioso agguato del luglio 1950 a Castelvetrano, non c’è stato nessun sosia ammazzato al suo posto, in quello che resta comunque uno dei grandi gialli del Novecento siciliano.

Dovrebbe chiudersi così l’indagine che portò alla riesumazione della salma di Giuliano per accerterare che il corpo seppellito fosse davvero quello di Turiddu e non di un uomo che gli somigliava per consentire al bandito di fuggire all’estero con i suoi segreti sulla strage di Portella e sul patto con mafia e Stato.

La certezza è arrivata dopo l’esame degli esperti nominati dal pool investigativo coordinato dal sostituto procuratore Antonio Ingroia, che nei prossimi giorni dovrebbe chiedere l’archiviazione del caso.

fonte. http://palermo.repubblica.it