Il lieto fine di una storia che poteva avere risvolti davvero tragici ci ha permesso oggi di raccontare la brutta avventura di Pietro Bianco, un 45enne di Castelvetrano, sposato e padre di due bambini.

Nonostante il suo temperamento spiccato ed una vita sempre attiva, lo scorso 31 dicembre Pietro è costretto, trascinato dai dolori lancinanti, a recarsi al Pronto Soccorso di Castelvetrano, lì inizia la sua grande sfida con la vita. Il medico Giuseppe Giammarinaro, responsabile del Pronto Soccorso ha subito individuato la gravità delle condizioni dell’uomo ed iniziano i primi accertamenti.

I sanitari riscontrano una condizione di salute particolarmente compromessa e già dall’indomani del ricovero, la vita di Pietro era appesa ad un filo. Un quadro clinico complesso che viene tecnicamente inquadrato come MOF (Multi Organ Failure) caratterizzato dalla comparsa in modo sequenziale e progressivo di più insufficienze d’organo. Il medico Giovanna Vienna mette nero su bianco la diagnosi di questa sindrome ed autorizza il trasferimento dell’uomo presso il reparto di Rianimazione. I primi di gennaio le probabilità di salvezza per Pietro erano davvero poche in considerazione dell’esaurimento da parte dell’organismo di molte capacità di difesa e dell’indebolimento dei sistemi energetici.

La famiglia dell’uomo ha però mostrato da subito totale fiducia nel medico Giovanni Ingargiola ed in tutto lo staff della Rianimazione del “Vittorio Emanuele II”. Questo ha consentito al responsabile del reparto di procedere in una condizione ottimale nonostante l’imminente pericolo di vita del paziente.

Pietro ha lottato con tutte le sue forze per tornare a galla, l’affetto dei familiari, la professionalità ed il calore dei sanitari hanno permesso quindi, a questo padre, di risalire e vincere la più grande battaglia della sua vita, quando ormai le speranze erano legate ad un miracolo.

Oggi Pietro sta meglio e desidera ringraziare tutti: “E’ stato un periodo terribile. Se posso riabbracciare i miei figli e mia moglie è grazie alla grande professionalità dimostrata all’Ospedale di Castelvetrano. Desidero ringraziare tutto lo staff della rianimazione del trattamento ricevuto. Per circa un mese si sono presi cura di me in maniera impeccabile. Grazie davvero a tutto il personale che ha lottato per giorni fino alla riconquista di ciò che troppo presto stavo per perdere”.

Storie delle quali spesso riusciamo a venire a conoscenza grazie anche al Tribunale per i Diritti del Malato di un nosocomio che nonostante le grandi criticità continua ad essere una preziosa risorsa per Castelvetrano e tutto il Belice.

Sono storie che toccano il cuore, storie che fanno riflettere e storie che ad un certo punto, ci mettono davanti ad un bivio, storie a lieto fine, grazie ad angeli con un camice, storie che fortunatamente, saranno solo raccontate.