Le tre imbarcazioni di Mazara del Vallo sono stati ‘prese in consegna’ da alcune motovedette libiche che si trovavano a circa 40 miglia a nord di Bengasi, in acque internazionali. Lo rendono noto dall’ente Distretto produttivo della pesca. A bordo dei tre pescherecci ci sarebbero una ventina di marittimi che stavano pescando gambero rosso

La Libia di Gheddafi non c’è più, ma il copione si ripete, a dispetto dei cambiamenti, uguale a sé stesso. Non sono stati sparati colpi di arma da fuoco per fermare le imbarcazioni, ma i militari libici sarebbero saliti a bordo. Si tratta del secondo fermo nel dopo Gheddafi.

Il presidente del Distretto produttivo per la pesca (Cosvap) di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo – che negli ultimi anni ha stabilito rapporti di cooperazione con diversi Paesi africani – ha già interessato della nuova vicenda il governatore libico Abu Ajar e il viceministro dell’Agricoltura, con delega alla Pesca, Adnan Jibrial.

Questo fermo fa crescere la tensione nella marineria siciliana ed in quella di Mazara del Vallo in particolare. Mi auguro che la vicenda venga chiarita al più presto e le barche possano tornare al lavoro senza alcuna preoccupazione per i marittimi imbarcati sugli stessi natanti. Attendiamo gli sviluppi e siamo convinti che le nostre Autorità diplomatiche faranno di tutto perchè venga restituita serenità alle famiglie dei pescatori fermati ed a tutta la marineria

Nicola Cristaldi
Sindaco di Mazara del Vallo