Il plesso “De Amicis” di Campobello partecipa alla settimana europea del Coding. A partecipare, i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria.

Coding è un termine inglese al quale corrisponde in italiano la parola programmazione. Parliamo di un approccio che mette la programmazione al centro di un percorso dove l’apprendimento, già a partire dai primi anni di vita, percorre strade nuove ed è al centro di un progetto più ampio che abbatte le barriere dell’informatica e stimola un approccio votato alla risoluzione dei problemi.

Dopo una settimana di studi, infatti, di attività particolari, svolte con diversi livelli di difficoltà in base all’età degli alunni, nel piazzale antistante l’edificio scolastico, si è svolta la manifestazione finale del Code Week. Gli alunni si sono esibiti in canti, balli, percorsi e in svariate attività didattiche organizzate durante le ore di Coding, evidenziando la competenze acquisite per lo sviluppo del pensiero computazionale.

“ I ragazzi hanno lavorato con entusiasmo – ha detto la dirigente Giulia Flavio – con il coding, bambini e ragazzi sviluppano il pensiero computazionale e l’attitudine a risolvere problemi più o meno complessi. Non imparano solo a programmare ma programmano per apprendere. E devo dire che questa giornata ci ha dato molte soddisfazioni, sia dal punto di vista professionale, sia umano.”
Più che esercizi sembrano giochi. E in effetti sotto un certo punto di vista lo sono. I bambini giocano e vincere ogni sfida significa risolvere problemi. Piccoli problemi , come evitare un ostacolo o trovare un tesoro con una vera e propria “caccia al tesoro”.

A far visita a studenti e insegnanti, è stata il vicesindaco Antonella Moceri, che ha espresso parole di merito, nei confronti della dirigente e delle insegnanti per il lavoro svolto.
“ Per risolvere il problema devono impegnarsi per capire quale possa essere la possibile soluzione – ha detto Antonella Ognibene, insegnante e referente del coding – e se raggiungono l’obiettivo hanno imparato come fare. Il nostro obiettivo, sin dall’inizio è stato proprio questo e i bambini hanno risposto benissimo. Li abbiamo coinvolti in varie attività, dalla caccia al tesoro, ai disegni nelle magliettine, alla realizzazione e i cartelloni attraverso la scrittura del codice. E poi è stato importante perché i giovani hanno lavorato e fatto squadra socializzando e confrontandosi tra di loro”.
Non sono mancati balli coreografici e i percorsi ad ostacoli.

di FRANCESCA CAPIZZI