Francesco Rosi Selinunte

Selinunte, estate 1961, la troupe di Francesco Rosi anima la terrazza del Lido Azzurro. A Castelvetrano si gira Salvatore Giuliano. Ai soliti frequentatori del Lido, in prevalenza ragazzi, studenti, si sono aggiunti curiosi e aspiranti comparse.

S’è sparsa la voce: Rosi cerca volti del luogo per ricostruire episodi della vicenda Giuliano. Per il Lido Azzurro, albergo, ristorante e lido sulla magnifica spiaggia di Calandrino, a due passi dai Templi, è un’estate straordinaria. Il titolare, Nitto Atria, un intraprendente insegnante di educazione fisica del liceo di Castelvetrano, ci sa fare e, d’estate finito l’anno scolastico, si occupa di più anche del ristorante.

La cucina è ottima, il mare una favola, e con la scusa del mare e dei templi, si fanno sempre incontri interessanti. Ora però, con la presenza della troupe cinematografica e del suo codazzo, si è proprio al top. Il boom è arrivato anche qui.

Della troupe, molti dormono a Castelvetrano, al Jolly Hotel. Anche Rosi dorme al Jolly. Ma se non a pranzo, a cena sono tutti al Lido. Al Lido, tra gli altri, dormono Frank Wolff, che nel film interpreta Pisciotta, e la sua compagna Maureen, una bellissima danzatrice californiana (non ricordo più il suo cognome, anche se ho avuto tra le mani il suo passaporto).

francesco rosiA Castelvetrano c’è gran fermento: Rosi è noto, e un suo film sul bandito Giuliano è un avvenimento. La storia del bandito Giuliano, la sua fine, ammazzato, si dice, a seguito di una spiata e quindi di una sparatoria con le forze dell’ordine, poi piantonato dalla polizia e lasciato nel cortile dello scontro, in via Mannone. al sole fino a metà giornata, alla vista di fotografi, giornalisti e curiosi, sono fatti che suscitano ancora curiosità e fantasie. Io, allora studente di Liceo, al Lido sono un po’ un privilegiato.

Durante l’anno, partecipando a Trapani ai campionati studenteschi, dò sempre qualche soddisfazione al prof. Atria e così, in estate egli mi affida qualche lavoro al Lido. Ora faccio il portiere dell’albergo, occupazione lì poco impegnativa, un po’ al mattino e un po’ la sera: si tratta solo di registrare le presenze, arrivi e partenze. Così ho occasione di parlare con tutti, curando sempre di non infastidire, ma di rispondere al dialogo proposto.

Con Rosi ho avuto la fortuna di parlare più volte, financo di fare un viaggio in macchina da Selinunte a Castelvetrano. Guida una volkswagen maggiolino nera. So già di alcune comparse scelte ( i più noti, l’avv. Vizzininisi, il rag. Pino Grignani, Mimmo Mistretta e Calogero Bosco, padre dell. Avv. Giovanni che ha lo studio in Abbiategrasso) e cerco di avere conferma sui ruoli, ma Lui svia e piuttosto mi chiede dei miei studi, delle mie speranze. Io allora racconto un po’ di me, delle mie partecipazioni alle gare studentesche, della mia famiglia, della mia città, di alcune personalità di cultura di Castelvetrano ( docenti universitari, Virgilio Titone, Giorgio e Mariano Santangelo). Lui dimostra interesse e di sapere tanto di Castelvetrano (poi ho scoperto che è stato in ottimi rapporti con l’avv. Gregorio De Maria, personaggio di molti interessi, conosciutissimo a Castelvetrano).

Parliamo quindi dei Templi, io di Selinunte so un sacco di cose, e della gente che arriva al Lido Azzurro. Ora che si avvicina la fine delle riprese per Salvatore Giuliano ci sono nuovi importanti arrivi. Da un’altra parte della Sicilia, Pietro Germi sta girando “Divorzio all’italiana”, e ogni tanto qualcuno della troupe arriva al Lido Azzurro, per incontrare gli altri o per fare un bagno a Selinunte. Si vede Lando Buzzanca, Franco Indovina, Odoardo Spadaro, Daniela Rocca ( ma non Stefania Sandrelli). Lando, da buon siciliano, al Lido non si trova a proprio agio , si lamenta sempre di qualche cosa.

Francesco Rosi Salvartore GiulianoMa c’è anche un codazzo di persone altrettanto celebri, ricordo Francois Sagan, (all’anagrafe Francois Quoirez ), in quegli anni già celebre per il romanzo “Bonjour tristesse” ( ma qualcuno al Lido diceva anche per “Le piace brahms”), accompagnata dal principe Mancinelli Scotti. Ricordo che aveva sempre in braccio un piccolo cagnolino che al momento del pranzo faceva servire accanto a lei (ma sotto il tavolo). Che bella gente!, Che bella estate!

E la sera, talvolta con la musica del juke box, che arrivava in spiaggia ( ricordo “non arrossire” di Gaber) ci si abbandonava ai giochi e alle effusioni dei primi amori. Oggi il Lido Azzurro non esiste più, ma qualcuno, il nipote del titolare del Lido, Benny Atria, affermato tecnico del montaggio cinematografico ( premiato con il David di Donatello dal presidente Giorgio Napoletano) ha ereditato il senso e l’atmosfera dell’arte cinematografica che quell’estate ha animato il Lido Azzurro di Selinunte.

Mimmo Accardo
da Abbiategrasso

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Breve biografia – Francesco Rosi

Francesco Rosi, regista e sceneggiatore, è morto a Roma il 10 gennaio 2015 quando aveva 92 anni. Era nato a Napoli, il 15 novembre del 1922, Rosi è stato uno straordinario protagonista del cinema italiano degli anni 60 e 70, regista e sceneggiatore d’impegno civile.

La sua carriera cinematografica inizia alla fine degli anni 40 come assistente alla regia di Luchino Visconti per il film La terra trema. Nel 1958 avviene il suo esordio alla regia con La sfida che il Premio Speciale della Giuria ottiene alla Mostra di Venezia. Nel 1963 vince il Leone d’Oro, sempre a Venezia, per uno dei suoi film più noti e che certamente lo ha reso eterno: Le mani sulla città, un film di denuncia sulle collusioni tra i diversi poteri dello Stato.Il caso Mattei

La carriera di Rosi è costellata di opere di alto valore che hanno fatto la storia del cinema sia dal punto di vista artistico che di contenuti perchè condotti dalla sua grande passione per l’impegno civile, tra queste possiamo certamente rammentare films del calibro di Salvatore Giuliano del 1962, Il Caso Mattei del 1972 con Gian Maria Volontè nei panni del presidente dell’Eni, Lucky Luciano del 1973 e Cristo si è fermato ad Eboli del 1979, tratto dal romanzo di Carlo Levi, Cronaca di una morte annunciata tratto dall’omonimo romanzo di Gabriel García Márquez, Dimenticare Palermo del 1990 con James Belushi, La tregua con John Turturro protagonista.

L’ultimo alto e meritato riconoscimento nel 2012 alla Mostra di Venezia: il Leone d’Oro alla Carriera, che gli è stato consegnato sul palco della kermesse cinematografica da Giuseppe Tornatore.