100_30951.JPGIl sindaco della città di Castelvetrano appena tornato dalla California, nell’ambito dell’iniziativa di internazionalizzazione del Distretto Agroalimentare, non nasconde la sua soddisfazione: “Il nostro olio ancora una volta ha dimostrato le sue qualità vincendo anche una gara di degustazione ma la cosa più importante è che in un Paese come gli Stati Uniti da sempre abituato ad utilizzare grassi, si stia diffondendo la cultura dell’olio per condire i cibi”.

Ed infatti grazie anche all’impegno di alcuni imprenditori californiani che, sfruttando le favorevoli condizioni climatiche, hanno iniziato a piantumare alberi d’olivo, si sta iniziando a creare un mercato di nicchia che potrebbe riservare particolari soddisfazioni agli oli trapanesi.

Gli operatori della provincia, infatti, nel corso della missione negli Stati Uniti hanno iniziato le visite alle più efficienti aziende californiane del settore olivicolo riscontrando molte opportunità di inserimento nel mercato californiano, in quanto la nostra oliva da mensa, paragonata a quella spagnola e greca, già presenti nel mercato americano, è di migliore qualità. Il prossimo passo dovrà essere indirizzato alla creazione di quei riferimenti necessari per l’esportazione.

L’ultimo giorno della missione,ad esempio, si è raggiunto un altro prestigioso traguardo. Grazie alla volontà dell’imprenditore Roberto Zecca, ex manager bancario oggi avviato nella ristorazione di qualità, grazie all’apertura di ristoranti a San Francisco; si è organizzata una degustazione, tenuta dagli esperti dell’università Davis, di oli toscani, siciliani ed americani. Al primo posto si è classificato un olio castelvetranese, quello dell’azienda Consiglio di Pierluigi Crescimanno, al secondo posto l’azienda Fontanasalsa di Trapani ed al terzo l’azienda L’Olivo di Salaparuta.

“Il settore oleario californiano – ha commentato il Sindaco – ha dimostrato come l’innovazione nella gestione aziendale viene conseguita a mezzo di precise indagini di mercato e di misurazioni qualitative e quantitative. Oggi le istituzioni hanno avviato un percorso per comprendere insieme agli operatori come convincere il consumatore americano a dare valore alla qualità del prodotto siciliano ed all’antica tradizione del frantoio, la diffusione del consumo aprirà spazi ad un mercato di qualità, ed in quegli spazi i nostri produttori potranno inserirsi”.