E’ stato rilasciato il peschereccio mazarese “Artemide”, fermato nel pomeriggio del 3 ottobre scorso a oltre 25 miglia dalle coste egiziane e condotto al porto di Alessandria.

Ne dà notizia Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto produttivo per la pesca “Cosvap”. Sul natante, di proprietà della società armatrice “Bono pesca snc”, lungo 33 metri e con una stazza lorda di 195 tonnellate, si trovano sette marittimi, quattro mazaresi e tre tunisini.

La liberazione del peschereccio “Artemide” da parte delle autorità egiziane è una lieta notizia per tutta la città di Mazara del Vallo e per l’intera marineria che in questo particolare momento sta vivendo ore di angoscia per altri tre pescherecci sequestrati in Libia e Tunisia».

Lo ha detto il Vescovo monsignor Domenico Mogavero che stamattina si è sentito al telefono con l’armatore Matteo Bono.

L’impegno del corpo diplomatico italiano ha dato i suoi buoni frutti in questa vicenda che da dodici giorni ha tenuto col fiato sospeso lo stesso armatore e le famiglie dei marinai.

Per porre fine a questi incidenti che ogni volta fanno vivere momenti davvero drammatici, l’unica soluzione è avviare e portare avanti, pur con le comprensibili difficoltà e complicazioni dovute al quadro internazionale, trattative bilaterali da parte del Governo italiano con i diversi Paesi dell’altra sponda, anche con l’avallo dell’Unione Europea, perché si giunga, una volta per tutte, ad una regolamentazione dei confini delle acque internazionali e della normativa sulla pesca del Mediterraneo.

Questo affinché non solo la nostra marineria ma anche tutti quelli che operano nel mare nostrum, possano pescare senza mettere in conto rischi anche gravi».

L’armatore Bono ha riferito, altresì, al Vescovo che il peschereccio è già in navigazione verso l’isola di Cipro dove continuerà la battuta di pesca. Il rientro a Mazara del Vallo è previsto fra un mese.

Rimango sempre indignato – ha detto Giovanni Tumbiolo – per quanto accade nel Canale di Sicilia e in acque internazionali ai nostri pescherecci e sono ancora preoccupato per gli altri tre sotto sequestro: il ‘Twenty four’, bloccato a Sfax, in Tunisia, dallo scorso 14 settembre e il ‘Daniela L’ e il ‘Giulia PG’, sequestrati una settimana fa da miliziani libici e fermi al porto di Bengasi.

(ANSA).