Antonio Ingroia

“Prima di sparare, pensa” comincia con queste note la mattina del 2 Dicembre, presso la scuola elementare Ruggero Settimo e scivola dolcemente sul canto dei bambini, sapientemente guidati dalla loro insegnante. Nell’immensa aula della scuola si avvicendano infanzia, adolescenza e giovinezza prossima alla maturità, in un’accoglienza festosa e sentita a Don Luigi Ciotti, prete “ scomodo” perchè non ha peli sulla lingua, perché lotta contro il malaffare, perché la sua missione è difendere i disarmati e denunciare i falsi profeti.

La sua presenza arricchisce il lavoro del Presidio di Libera Castelvetrano e mentre scorrono le immagini dei fratellini Asta e della loro mamma, cui è stata intitolata la sede cittadina, il silenzio si fa spesso e il colpo al cuore è sempre uguale, sordo, intenso, prepotente.

Non c’è retorica né ipocrisia in questo momento di commozione, non ci sono parole significative per esprimere un eccidio,c’è solo una testimone con un’anima lacerata, segnata dal dolore ed un corpo che ha reagito attraverso l’impegno sistematico nella lotta contro la mafia, Margherita Asta. Don Ciotti non ha bisogno di microfono per parlare, la sua voce di petto riempie i buchi delle coscienze, deflagra nell’aula, si appassiona nella difesa di una legge (109/96) voluta da Libera e sottoscritta da un milione di cittadini, vanificata, probabilmente da una materialissima resa dei conti pubblici, dalla possibilità che i beni patrimoniali confiscati ai mafiosi possano essere, in qualche modo, riacquistati dagli stessi.

Castelvetrano vive un momento “ eccezionale”, a Don Ciotti, nell’aula Magna del Liceo classico “G.Pantaleo”si uniscono le relazioni delle forze di polizia, del magistrato Antonio Ingroia, del questore Giuseppe Gualtieri, del giornalista Rino Giacalone.
Si intrecciano esperienze e paure, certezze e proposte, e il pubblico ascolta attento e applaude.
Lungo il corridoio dell’antico chiostro, sbuca a sorpresa il giornalista Ruotolo, sta in sordina e si unisce a P.Maniaci di Telejato.

E’ una bella serata questa del 2 Dicembre, ha coronato lo sforzo di Maria Teresa, di Francesco, dei soci di Libera, pochi ma testardi e convinti della giustezza del loro lavoro e la fatica è già dietro le spalle.
Castelvetrano ha vissuto un momento di grande spessore culturale e sociale, avanti tutta, alla prossima, siamo già pronti, ognuno per la sua parte, ognuno con i suoi limiti e con la sua forza.

Maria Antonietta Garofalo
Socia di Libera, presidio”Salvatore e Giuseppe Asta” di Castelvetrano