Prosegue la scia di fuoco e fiamme in Sicilia. Un inferno senza precedenti. Brucia dalle 14,30 di ieri il bosco sopra le terme Acquepie nel territorio di Montevago, Comune del’Agrigentino al confine con la provincia di Trapani.

Fiamme impressionanti hanno ormai divorato l’area demaniale. Danni incalcolabili in una zona conosciuta per la presenza di cinghiali e di una fitta vegetazione.

Il Corpo forestale, le squadre dei Vigili del fuoco di Agrigento ed in aggiunta squadre provenienti dalla vicina provincia di Trapani hanno potuto fare ben poco. Le zone impervie non hanno consentito l’azione da terra in maniera efficace. L’unico modo per contrastare le fiamme era l’azione dall’alto attraverso i mezzi aerei. Ma dalle informazioni assunte non si sarebbero visti Canadair in azione. Pare che si sia alzato un elicottero della Forestale da Salemi per tentare di abbassare la cintura di fuoco. Ma ben poca cosa rispetto all’estensione del rogo. Poche le speranze di salvare qualche albero.

La strada di accesso è stata circoscritta. Incendi di minore portata si sono registrati in Comuni vicini subito sedati. La causa principale dell’impossibilita’ di raggiungere da terra l’area interessata dal fuoco? I ritardi dell’avvio delle attività di prevenzione contro gli incendi causati dall’immobilismo del Governo regionale e dei dipartimenti interessati. La mancanza di tali interventi avrebbe contribuito a rendere difficoltosa l’azione da terra. Perché?


Prevenzione significa lavori di parafuochi e bruciatura realizzati per tempo. Invece, la sterpaglia che resta in loco magari perché solamente tagliata è elemento che può alimentare il fuoco fin sotto la strada di accesso. Quindi impossibilità di intervento con i mezzi da terra e rischio altissimo per l’uomo. Pare che questo sia accaduto a Montevago.

L’ennesimo disastro annunciato. Si indaga per capire se si è trattato di incendio doloso.