Mi sono dimesso da sindaco di Salemi. Grazie agli ispettori del ministero che hanno mostrato cose di cui non mi ero accorto”. Lo dice all’Ansa, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, dopo la notizia della proposta di scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni mafiose da parte degli ispettori del ministero dell’Interno.

Mi sentivo in pericolo e me ne torno al Nord. Incontrerò il ministro Cancellieri alle 9 di mercoledi’ prossimo per riferire il mio compiacimento per questa scelta”.

Solo un’ora prima di annunciare le sue dimissioni l’ex sindaco aveva fatto dire dal suo addetto stampa Nino Ippolito che non si sarebbe dimesso e avrebbe presentato querele nei confronti di quella che valutava “una pura azione diffamatoria”.


Sempre questa mattina, Vittorio Sgarbi aveva deciso di nominare Vice Sindaco di Salemi l’ex onorevole Pino Giammarinaro.

A scatenare la rabbia e le dimissioni si Sgarbi è stata la relazione degli ispettori nominati dall’ex ministro Roberto Maroni dopo l’operazione su appalti e nomine nella sanita’ culminata con il sequestro di beni per 35 milioni riconducibile all’ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro.

Nella relazione si legge, tra l’altro, che il comune di Salemi va sciolto per infiltrazioni mafiose.

Comunicato Stampa – Comune di Salemi

SGARBI INCONTRA IL MINISTRO DELL’INTERNO

lunedì 6 febbraio 2012 – Vittorio Sgarbi mercoledì mattina incontrerà a Roma il ministro dell’Interno al quale consegnerà una corposa documentazione sull’attività svolta dal 2008 ad oggi come sindaco di Salemi. La conferenza stampa prevista per domani a Salemi è rinviata; si farà solo dopo l’incontro con il ministro.

Nell’annunciare le dimissioni dalla carica, il sindaco di Salemi, osserva:

«Mi rendo conto che è impossibile, così, fare il sindaco in Sicilia, con poteri occulti che ti ostacolano. Poteri occulti che io, in quanto tali, non ho mai visto, ma che, a giudicare da quello che prospettano i commissari della Commissione di accesso agli atti, ci sono. Proprio per questo mi rendo conto di essere in pericolo e di non volere continuare a operare in un ambito di rischio che è identificato oltre la mia possibilità di comprensione.

Sottolinea Sgarbi: «Non devo difendermi da nessuna accusa. Sarà opportuno ricordare che nell’indagine “Salus Iniqua” vengo individuato come «parte lesa».

Verifico però l’impossibilità in Sicilia di fare azioni nuove e diverse. Verifico inoltre la capacità di valutazione profondamente difforme tra chi prospetta scenari di condizionamento mafioso – di cui non mi sono mai accorto – e quello che abbiamo fatto, che è sotto gli occhi di tutti, ammirato dal mondo intero: mostre, festival, nuovi musei, un rinascimento culturale che non ha eguali in Europa nel rapporto tra risorse impegnate e riscontro mediatico. I commissari hanno visto altro, io invece ho amministrato la città nel segno della cultura. Aspetto, comunque, che mi si indichino quali siano gli atti della mia amministrazione “condizionati” dalla mafia.

«Se, dunque – conclude il critico d’arte e sindaco di Salemi – questa è la prospettiva che vogliono avallare, non vedo perché io debba mettermi di traverso»

l’Ufficio per la Comunicazione
(Responsabile: Nino Ippolito)
ufficiostampa@cittadisalemi.it