Desidero ringraziare tutti gli amici e i sostenitori che hanno espresso il loro voto nei confronti della mia persona in questa campagna elettorale che si chiude con un bilancio di grande soddisfazione ed orgoglio.

Ho condotto questa campagna elettorale con serietà e sobrietà. Prendo sicuramente atto del risultato elettorale che complessivamente è stato ottenuto dalla lista del Cantiere Popolare e che non è stato sufficiente a fare scattare il seggio nella nostra provincia, ma sostengo che è stato fatto un gran lavoro da dirigenti e attivisti di un partito che in molti credevano non potesse superare lo sbarramento del 5 per cento. Il Cantiere Popolare entra all’Ars.

Ho percorso una tappa e guardo ai prossimi traguardi con un entusiasmo che è cresciuto da quando a fine di settembre scorso ho deciso di dimettermi da presidente di Confindustria Trapani e di impegnarmi nel campo della politica accettando le sollecitazioni che la gente per prima mi ha fatto avere. Ho partecipato a queste elezioni regionali da semplicissimo cittadino senza avere preparato il terreno per tempo come hanno fatto in molti, non ero un parlamentare uscente né un candidato che poteva contare su consensi legati a precedenti incarichi ricoperti nella pubblica amministrazione, né un candidato che aveva il sostegno di consiglieri e amministratori pubblici. Sono stato semplicemente il candidato Davide Durante che ha potuto contare sul sostegno di amici e di persone conosciute nel corso della mia attività imprenditoriale, di persone conosciute in queste settimane di campagna elettorale che hanno scelto di darmi la loro fiducia.

Ai miei elettori dico che l’impegno continua e deve continuare perché credo fortemente che questa politica deve essere rinnovata, deve riscoprire valori e ideologie, non può vivere di estemporanei momenti di rivolta privi di progettualità se non di generiche affermazioni di taglio dei costi. Il taglio dei costi della politica, e non solo della politica, è nelle cose, il problema è come spendere le poche risorse che restano, e mi dispiace dire che in questo senso vedo solo confusione, demagogia e vane promesse rivolte a settori che ancora una volta sono stati serbatoi di voti clientelari, e penso a mondo del precariato e della formazione.

C’è una Sicilia che deve rinascere e oggi lo scenario non racconta nulla di buono. I politici debbono tornare a fare i politici che servono le istituzioni e non debbono servirsi più delle istituzioni, i cittadini debbono riscoprire il dovere del voto. Ecco, se un impegno oggi desidero darmi è proprio questo: fare riscoprire la bellezza di essere cittadini che possono pretendere il rispetto dei diritti corrispondendo in pieno alla stagione dei doveri cui tutti oggi siamo chiamati.