ospedale-castelvetranoStiamo soffocando di caldo a causa della mancanza di aria condizionata. Qualcuno rischia di rimetterci davvero la pelle. L’Asp intervenga per evitare il peggio”. Questo è quanto dichiarato da Francesco Buonasorte, uno dei cinque mazaresi ricoverati nella stanza di terapia intensiva dell’Unità di Cardiologia-Utic dell’ospedale «Abele Ajello» dislocata nel nosocomio «Vittorio Emanuele II» di castelvetrano.

I ricoverati, fra i quali anche una mazarese di circa 80 anni al momento intubata, da qualche giorno stanno vivendo una situazione infernale a causa del malfunzionamento del condizionatore.

«Mi sono rivolto – ha detto Buonasorte – anche al Tribunale dei diritti del malato e mi hanno detto che non è loro competenza, la stessa cosa i carabinieri. Qui c’è proprio da morire, qualcuno intervenga al più presto».

«Siamo al corrente del problema – ha sostenuto il direttore sanitario dell’ospedale Francesco Paolo Milazzo – che riguarda un’ala del quarto piano che dipende dal sistema generale. La squadra tecnico- manutentiva è già al lavoro per risolvere il problema al più presto».

Altro grande disagio, ormai da mesi, per gli utenti mazaresi e non solo è quello dell’indisponibilità della sala operatoria del secondo piano da parte della stessa Unità cardiologica «Innocenzo Fiore» protagonista all’ospedale «Ajello», negli anni scorsi, di interventi innovativi a livello regionale.

Nonostante gli annunci di apertura da parte dell’Asp, l’ultimo il 28 febbraio scorso, il complesso operatorio, ad oggi spogliatoio, è inattivo e vi sono ancora ammassate le attrezzature della cardiologia mazarese, in particolare il sistema «carto» pagato con fondi pubblici per circa 500.000 euro. Gli utenti, pertanto, sono costretti a spostarsi anche in ospedali del Nord Italia.

Su tale problematica lo stesso dott. Milazzo ha detto: «Non posso rispondere su questioni che riguardano scelte strategiche dell’Asp».
Contattato si attende una risposta dell’Ufficio stampa dell’Asp. La mancata utilizzazione della sala operatoria fa sì che la stessa Unità di Cardiologia mazarese risulti anche impegnata a garantire con metà del suo personale la guardia cardiologica presso l’area di emergenza di via Livorno a Mazara. Nel frattempo, si è conclusa, a Mazara, la due giorni dedicata alla radioterapia e alla tiroide organizzata dall’Associazione italiana radioprotezione medica presieduta dal prof. Giorgio Trenta.

Francesco Mezzapelle
per La Sicilia