Allontanarsi dal proprio paese per coronare i sacrifici di un vita non è facile e soprattutto non è entusiasmante se non per la voglia di realizzarsi. Tanti giovani talenti sono “costretti” ad affidarsi ad aziende che operano all’estero per potere lavorare nel campo per il quale hanno studiato.

Gianvito Inzerillo è un giovane 31enne di Castelvetrano che lavora a Singapore. Laureato a Palermo in ingegneria aerospaziale sia triennale che specialistica con lode, comincia a collaborare con l’università. Nonostante abbia già qualche pubblicazione alle spalle, come ben sappiamo, nel sistema qualcosa non funziona,  nel 2011 non vengono avviate le borse di studio di dottorato, ennesima delusione per chi ha investito molto tempo e risorse agli studi.

Gianvito Inzerillo 2

Per Gianvito, però le occasioni non mancano infatti dopo un concorso alla ENI senza nemmeno tanta voglia, fu preso e dal 2011 è all’interno del gruppo Eni inizialmente per il gruppo Tecnomare poi Eni. Essendo una realtà molto dinamica lui stesso ci dice che molto probabilmente cambierà ancora sede ma per almeno due anni si trova in Asia. “Il bello di questo lavoro – ci racconta – è proprio viaggiare e vedere posti nuovi”.

Gli abbiamo chiesto cosa gli manca del suo paese, e ci ha confidato che è legato sentimentalmente in Sicilia, questa è la ragione principale che lo vede ancorato alla sua terra ovviamente così come la sua famiglia, il nostro cibo e il nostro mare.

Gianvito Inzerillo

Ci racconta anche che spesso i giovani, compreso lui, quando vivono nel proprio Paese, per un dato di fatto non fanno che lamentarsi, ma è pur vero, che nel momento di andar via, il magone non riesci a mandarlo giù. Nonostante ci racconta che anche in Asia esiste cibo italiano, anche buono, essere nati in una terra ti fa mettere radici che difficilmente riesci a sradicare.

Gianvito si occupa del design di piattaforme petrolifere cioè navi simili a petroliere ma ormeggiate quasi perennemente sopra il campo petrolifero da sfruttare.

Gianvito si occupa di supervisionare il design di impianti da decine di migliaia di tonnellate per trattare gli idrocarburi che verranno estratti dal fondo del mare; quindi revisionare documenti e andare nei cantieri sparsi per l’Asia a controllare i lavori che vengono fatti.

Auguriamo a Gianvito il sogno della sua vita, e gli auguriamo che un giorno questo sogno lo possa riportare nella sua terra natale alla quale è particolarmente legato, e ai giovani con queste testimonianze cerchiamo di dare la spinta a non fermarsi mai pur se questo porta a tanti sacrifici, ma un sogno non sarà mai tale se è troppo facile da raggiungere.

In bocca al lupo Gianvito e che il tuo talento ti porti davvero in alto.

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