Nei primi nove mesi del 2010 le aziende della provincia di Trapani hanno esportato all’estero i loro prodotti per un valore di 139 milioni e 839 mila euro, segnando un più 15 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009.

Il settore più vivace è quello del marmo, le cui vendite all’estero hanno sfiorato i 26 milioni di euro, con il più 6 per cento rispetto al 2009. Il grosso della produzione trapanese va sempre in Arabia Saudita, con poco meno di 11 milioni di euro, il 18 per cento in meno, però, rispetto allo scorso anno.

Il marmo proveniente dal bacino di Custonaci è molto apprezzato anche negli Emirati Arabi, che ne hanno comprato per un valore pari a 3 milioni di euro. Ma il vero boom è stato nel marmo grezzo, con una crescita stimata attorno al 76 per cento per oltre 5 milioni di euro. La maggior parte delle pietre grezze trapanesi va in India (3 milioni e 578 mila euro) ed in Egitto, che ha praticamente raddoppiato l’importazione passando dagli 859 mila euro dello scorso anno ad un milione e 529 mila euro, sempre al 30 settembre del 2010.

Andamento più che positivo anche per l’olio prodotto in provincia di Trapani, con un più 30 per cento di esportazioni, pari ad otto milioni e mezzo di euro. I maggiori importatori dell’olio trapanese restano gli Stati Uniti con 6 milioni d 300 mila euro, seguiti dal Canada, dove la domanda è aumenta del 3 per cento.

Nel mercato si sono affacciati anche nuovi acquirenti, ad iniziare dai giapponesi che stanno scoprendo l’olio trapanese, che comincia ad essere apprezzato pure in Cina, dove le esportazioni sono praticamente raddoppiate. Il “motore” cinese spinge anche l’export delle conserve di frutta, passando dai 68 mila euro del 2009 ai 353 mila del 2010, facendo registrare una quintuplicazione della domanda.

Segnali che lasciano ben sperare per il futuro, come evidenziato dal presidente della Camera di Commercio di Trapani Giuseppe Pace, che ha parlato di “un andamento positivo che ci porta ad essere ottimisti per il 2011. L’aumento dell’export – ha commentato Pace – da un lato ci conferma la tenuta delle nostre aziende nei mercati internazionali nonostante il difficile momento di crisi, dall’altro fa intravedere chiari segnali di ripresa dell’economia trapanese.

Ma c’è un altro dato positivo, ovvero la comparsa di nuovi paesi tra gli acquirenti delle nostre produzioni, sempre più richieste nel Nord America e che adesso incominciano ad essere apprezzate anche in Cina, in Giappone ed in diversi paese del Nord Africa. Insomma, il made in Trapani sta conquistando nuovi mercati. Da anni – sono sempre le parole del presidente della Camera di Commercio di Trapani – siamo impegnati nella delicata opera di promozione delle nostre aziende, una mission che continueremo a portare avanti anche nei prossimi mesi. Abbiamo resistito alla crisi economica. Il peggio ormai è alle spalle. Adesso dobbiamo guardare al futuro con ottimismo, sicuri della qualità delle nostre produzioni, vero biglietto da visita della provincia di Trapani nel mondo”.

Sono aumentate del 15% anche le esportazioni della frutta conservata, con una produzione venduta all’estero pari a 12 milioni e 600 mila euro, di cui 2 milioni e mezzo per il Regno Unito e altrettanti per la Germania, uno dei paesi che apprezzano sempre più il “made in Trapani”, assieme agli Stati Uniti, alla Spagna e all’Arabia Saudita. In crescita anche la domanda della Turchia (da 550 mila euro a 1 milione e mezzo di euro) e dal Canada.

L’unico settore che non è cresciuto è quello del vino, le cui esportazioni sono calate del 14 per cento. Praticamente dimezzata la richiesta dei francesi e crollata quella dei russi, passata dai due milioni e mezzo di euro ai 230 mila euro. Tuttavia segnali positivi arrivano da oltre oceano, con gli Stati Uniti che hanno aumentato del 12 per cento la loro domanda, affermandosi come il primo paese importatore del vino trapanese con 4 milioni e 700 mila euro, seguiti dal Canada (2 milioni e 600 mila euro). E se da un lato vanno giù le esportazioni verso la Francia, dall’altro aumentano quelle per la Germania (3 milioni e 600 mila euro), la Svizzera (3 milioni) ed il Regno Unito, dove nei primi 9 mesi del 2010 si è registrato un autentico trionfo dei vini trapanesi con un aumento del 30 per cento dell’export verso i mercati inglesi.

Dopo anni di crisi e continui crolli nelle esportazioni è poi tornato a crescere il pesce conservato, con un più 25 per cento nei primi 9 mesi del 2010 ed un valore complessivo di oltre 12 milioni di produzione venduta all’estero, di cui 11 milioni alla Spagna.

fonte. Camera di Commercio – Provincia di Trapani