“La dobbiamo smettere di essere vittime del sistema mafioso. Castelvetrano deve essere una città libera, cosi come lo siamo noi cittadini”. Queste le parole di Vincenzo Italia, presidente dell’associazione, “I love legalità”, durante il corteo, che ieri mattina ha attraversato le strade della città. Nemmeno la pioggia ha impedito a più di tremila studenti, di scendere in piazza, muniti di cartelloni, palloncini e altoparlanti con musiche di sottofondo, inerenti al tema della “Legalità”.

Castelvetrano, città del super boss latitante, Matteo Messina Denaro, è scesa in piazza per dire “No” alle stragi, “No” alla criminalità organizzata, “No” alle prevaricazioni e alla privazione della propria libertà, in poche parole per dire “No” alla Mafia. Non c’erano solo ragazzi degli istituti scolastici castelvetranesi, ma anche studenti provenienti da Lentini e da Campobello di Mazara.

Ieri, ventennale della scomparsa del magistrato Giovanni Falcone, i ragazzi, l’hanno ricordato con un forte applauso, seguito da un emozionante discorso sui recenti fatti di cronaca che hanno visto protagonisti gli studenti di Brindisi, in cui, a seguito di un vile attentato, ha perso la vita, la giovanissima sedicenne, Melissa. “ Non è giusto – urlavano i ragazzi al megafono, mentre con le note della famosissima canzone di Fabrizio Moro, “Pensa”, hanno ribadito l’importanza che ha la scuola nel trasmettere i valori e l’educazione alla legalità.

“Castelvetrano – ha detto Katia Pasini, studentessa – deve essere libera di decidere autonomamente sulle proprie scelte, senza farsi condizionare da nessuno”. “Io, ha ribadito Vincenzo Italia – sono un imprenditore e da giovane ventenne, grido a voce alta, che noi imprenditori, dobbiamo essere liberi di decidere con le nostre teste, dobbiamo lavorare non per scopi personali, ma per il bene comune. E’ ora di cambiare. Giovanni Falcone, con sua moglie e i tre agenti della scorta, cosi come Paolo Borsellino, hanno perso la vita per combattere ogni giorno la mafia e noi non possiamo continuare ad essere vittime del sistema mafioso. Noi siamo qui, oggi, per dire che non abbiamo paura e lotteremo fino in fondo per far valere quello che è la nostra libertà e quelli che sono i veri valori di legalità”.

“Giorno ventisei, alle 19,30 – ha detto Maria Teresa Nardozza Buccino, la referente del presidio castelvetranese “Libera”, scenderemo qui, nel cuore della città, al Sistema delle Piazze, per ricordare l’attentato di Brindisi. Dobbiamo scuotere tutti le nostre coscienze, non smetterò mai di dirlo”.

Non poteva mancare all’appello, il preside “antimafia”, Francesco Fiordaliso, che da anni è vittima di continui atti intimidatori, ogni qualvolta organizza convegni con magistrati di alto spicco, sul tema legalità. Ai suoi studenti ha inculcato il senso dell’educazione, del rispetto delle regole e soprattutto il rispetto verso gli altri. Lui non ha paura, perché sa di camminare nel giusto e continua, nonostante gli avvertimenti subiti, a lanciare dei messaggi positivi, un po’ come diceva Falcone “ Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”