david_costa1.jpgLa Procura di Marsala sta indagando sulla «pioggia miliardaria» che doveva servire a finanziare la creazione in provincia di una moderna attività turistico ricettiva. Con l’ ipotesi di truffa è stato operato ai primi di gennaio già un sequestro, destinatario il gruppo «Desi Immobiliare» di Castelvetrano a proposito di un residence alberghiero sorto tra le case del borgo marinaro di Selinunte.

Adesso, per un altro investimento immobiliare, l’ipotesi di reato è quello della corruzione e avvisi di garanzia sono stati notificati all’imprenditore di Santa Ninfa Nino Durante e all’ex deputato regionale dell’Udc David Costa. In questi giorni la Procura ha deciso una proroga delle indagini ed ha dato avviso agli indagati.
Secondo gli investigatori una sorta di «regia» avrebbe potuto «pilotare» alcuni dei finanziamenti destinati al contratto di programma «Trapani Turismo» finanziato dal ministero dello Sviluppo Economico e delle Attività Produttive, un progetto imprenditoriale che risale al 2001, per il quale venne creato attraverso l’adesione di 35 aziende, il «consorzio turistico trapanese», nato all’interno di Assindustria e che aveva la sua sede a Castelvetrano, con un cda che era presieduto dall’attuale vice presidente della Provincia Peppe Poma, amministratore delegato il castelvetranese Giovanni Cascio. A favore del consorzio il Cipe deliberò una spesa di 166 miliardi di lire, per la realizzazione di 4 mila posti letto e l’occupazione di un migliaio di persone.

Una inchiesta quella che coinvolge l’ex parlamentare ed assessore regionale David Costa e l’imprenditore belicino Nino Durante, che avrebbe anche un terzo indagato, l’imprenditore trapanese Nino Birrittella che delle vicende dei finanziamenti giunti al consorzio turistico avrebbe parlato nel corso dei suoi interrogatori resi alla Dda di Palermo dopo il suo arresto per mafia che risale al novembre 2005, successivamente si è aperta una fase di collaborazione che ha fatto emergere il contesto mafioso-imprendiotoriale esistente nel trapanese. Le vicende per le quali non c’è la partecipazione di Cosa Nostra, sono state trasmesse dalla Dda di Palermo per competenza alle procure di Trapani e Marsala, la presunta corruzione dell’on. Costa sarebbe una delle indagini in corso.
Quella che si abbatte sull’ex parlamentare centrista marsalese è una seconda indagine, dopo quella per concorso esterno che nel processo in primo grado si è conclusa con una assoluzione, anche se la Procura di Palermo ha presentato appello.