Belice Ambiente - Comitato MosaicoIn riferimento all’articolo pubblicato dal Giornale di Sicilia il 15 c.m a firma di Salvatore Giacalone dal titolo “Rifiuti, gli utenti pagheranno anticipo sulle bollette della TIA” per dare una corretta informazione, intendiamo puntualizzare che l’Assemblea dei Sindaci dell’ATO TP2 non può deliberare nessuna richiesta di pagamento agli utenti, in quanto l’Assemblea dei Sindaci non ha nessuna competenza alla determinazione e quantificazione delle somme che gli utenti dell’ATO TP2 debbono versare nelle casse della Belice Ambiente S.p.A società questa di proprietà degli stessi Sindaci che gestisce raccolta e smaltimento dei rifiuti negli undici comuni aderenti al predetto Ambito Territoriale.

Nel merito segnaliamo pubblicamente: VIOLAZIONE E/O FALSA APPLICAZIONE DELLE NORME DI LEGGE SULLA DETERMINAZIONE E QUANTIFICAZIONE DELLA T.I.A (Tariffa Igiene Ambientale); Ai sensi e per gli effetti dell’art. 49, comma 8 del D. Lgs 22/97, fa capo agli enti locali determinare la tariffa per la copertura dei costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti, mentre in forza dell’art 42 del D. Lgs n. 267/2000, spetta al Consiglio Comunale approvare la proposta della tariffa adottata.

Nel merito si veda la sentenza Corte di Cassazione Sez. V, 11/11/2003, n. 16870, Commissione Tributaria Provinciale Salerno, sez. XV, 5 luglio 2000, n. 103, Commissione Tributaria Provinciale di Enna sez. I n. 49/1/06 del 18 aprile 2006, TAR Palermo, sent. n. 2290/2007 e n. 2295/2007,ALL.9 CTP di Trapani sez. 2 sentenza n. 153.02.08 del 15.10.08 ALL.16) e non per ultimo la recentissima sentenza del C.G.A. n° 48/09. Tale tesi, era stata altresì supportata dal Commissario dello Stato che ha impugnato l’art 11 della legge 17 dicembre 2004 con il quale la Regione Sicilia aveva assegnato la competenza a determinare la TIA alle Società d’Ambito. Alla luce di tale impugnativa la predetta legge veniva promulgata con omissione delle parti impugnate, rimanendo in capo ai Consigli Comunali, la determinazione delle tariffe.

Considerato altresì che la predetta delibera legislativa è stata promulgata con omissionedelle parti oggetto di censura per cui è preclusa la possibilità che le parti delle leggeimpugnate ed omesse in sede di promulgazione acquistino o esplichino una qualcheefficacia, come argomentato dalla Corte Costituzionale nella sua decisione di dichiararecessata la materia del contendere, di cui all’ordinanza n.293 del 7-19 luglio 2005,n.293 pubblicata sulla G.U.R..S. n.33 del 5 agosto 2005, Ma senza ricorrere alle norme di legge ed alle svariate sentenze giurisprudenziali, anche i Sindaci nel momento in cui firmavano i relativi contratti di servizio con la Belice Ambiente avevano stabilito che la competenza a deliberare la TIA era dei Consigli Comunali. Quindi i Sindaci hanno violato non solo la legge e non tenuto conto delle relative sentenze, ma hanno agito in palese ed accertata violazione delle norme contenute nei contratti di servizio (dovevano essere determinate undici tariffe, una per ogni comune aderente all’ATO) La Belice Ambiente entro il 31 Agosto di ogni anno doveva presentare ad ogni singolo comune il piano dei costi relativo all’anno successivo per permettere al Consiglio Comunale di potere approvare entro la data di approvazione del bilancio di previsione , la relativa TIA.

Questi Signori quando hanno firmato i contratti di servizio, hanno firmato in nome e per conto dei cittadini e quindi non ottemperando a quando contrattualmente stabilito hanno violato l’art 97 della Costituzione ed il “Principio della Tutela dell’Affidamento e della Buona Fede” Siamo pienamente convinti e di questo ce ne assumiamo tutta la responsabilità che dove non c’è trasparenza amministrativa pubblica ,gli interessi privati allignano. Operare in aperta violazione di legge e dei contratti di servizio, avere aumentato il costo della TIA anche del 350% rispetto a quanto pagato quando erano i comuni a gestire la raccolta e smaltimento dei rifiuti, ha tutelato l’integrità patrimoniale dei cittadini o si sono tutelati altri interessi. Perché si rifiutano di portare a conoscenza dei cittadini la convenzione stilata nel dicembre 2004 con l’allora Montepaschi Serit? Perché hanno considerato tutti i cittadini insolventi costringendoli a pagare le spese di notifica delle cartelle esattoriali, quando di contro prima si dovevano inviare gli avvisi bonari di pagamento?Dall’articolo si evince che la Belice Ambiente non gode di buona salute finanziaria, ma non era di qualche giorno fa la notizia che la Belice Ambiente ha un attivo di bilancio di ben 16.000.000 di euro? Perché si rifiutano di dire a quanto ammontano le somme non incassate a causa degli sconti praticati illegittimamente nel 2006 e 2007, e delle transazioni effettuate? Come mai non dicono come questo mancato introito ( si parla di milioni di euro) è stato coperto al fine del raggiungimento del pareggio di bilancio?

Che la Belice Ambiente S.p.A , i Sindaci dei Comuni dell’ ATO TP2 ed il Comitato Intercomunale di Controllo hanno operato e continuano ad operare in aperta violazione di legge e dei rispettivi contratti di servizio lo dimostra la stessa Società dalla lettura della NEWLETTER n.1 del 20 agosto 2009 che integralmente si riporta “TIA, ILLUSTRATO IN ASSEMBLEA IL PIANO FINANZIARIO CHE ANDRÀ AI CONSIGLI” È stato illustrato nell’ultima riunione dell’assemblea intercomunale di controllo – svoltasi al Comune di Castelvetrano – il piano finanziario (insieme al quadro dei costi del servizio e dei coefficienti di determinazione della tariffa) che servirà ai consigli comunali degli undici paesi dell’Ambito per determinare la Tia 2009.

Il Cga, infatti, con una sentenza del febbraio 2008 ha stabilito che la competenza ad approvare la Tia continua ad essere dei consigli comunali e non delle Autorità d’Ambito, perché manca ancora il decreto attuativo previsto dal codice dell’ambiente e che, in base all’ultima proroga legislativa, dovrà essere emanato dal Ministro dell’Ambiente entro il 31 dicembre 2009. Gli atti propedeutici alla determinazione della tariffa saranno adesso inviati ai comuni soci che entro il 30 settembre dovranno provvedere all’approvazione della tariffa d’igiene ambientale con atto del consiglio comunale. Laddove i consigli non si pronuncino, la tariffa 2009 sarà determinata sulla base dell’ultima tariffa validamente approvata”.

In merito alle dichiarazioni di cui sopra, (palesemente artefatte in quanto la società Belice Ambiente si spaccia come Autorità d’Ambito quando di fatto tale Autorità d’Ambito non si è mai costituita) il piano finanziario relativo all’anno 2009 (insieme al quadro dei costi del servizio e dei coefficienti di determinazione della tariffa) non può formare oggetto di discussione in Consiglio Comunale (se non come semplice dibattito di natura squisitamente politica) perché si andrebbe, come se non bastasse, a continuare ad operare in palese violazione di legge, e nello specifico si andrebbe a VIOLARE:- l’art 172 comma e) del TUEL, che recita: al bilancio di previsione devono essere allegati le deliberazioni con le quali sono determinati, per l’esercizio successivo, le tariffe, le aliquote d’imposta e le eventuali maggiori detrazioni, le variazioni dei limiti di reddito per i tributi locali e per i servizi locali, nonche’, per i servizi a domanda individuale, i tassi di copertura in percentuale del costo di gestione dei servizi stessi;Quindi alla luce di quanto sopra essendo già stato approvato il bilancio di previsione dell’anno 2009 i Consigli Comunali non possono assolutamente intervenire nella materia di che trattasi. In tal senso si citano e si rimanda alla Sentenza n° 6400/2006 del Consiglio di Stato ed in particolar modo alla Delibera n. 4/2009/PAR della Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Toscana. -l’art 7 rubricato ( Corrispettivo in regime di tariffa) della Deliberazione della Giunta Municipale del Comune di Castelvetrano n° 319 del 12.08.2004 sopracitata dove al comma 2 si legge “ Belice Ambiente S.p.A. si impegna a presentare al Comune, entro il 31 Agosto di ogni anno, la previsione dei costi e il programma dei servizi che saranno svolti nell’anno successivo sulla base di un Tariffario Generale” e al comma 7 si legge : “la tariffa agli utenti sarà applicata secondo quanto previsto dalle normative vigenti in materia e comunque concordata secondo le indicazioni del Comune” E come se non bastasse nella Carta dei Servizi allegata alla deliberazione in questione si legge testualmente “La tariffa Igiene Ambientale (T.I.A.) è deliberata dal Comune e verrà gradualmente riscossa dalla Società attraverso l’emissione di periodiche fatture”La violazione di cui all’art 7 di cui sopra è stata perpetrata in danno dei contribuenti, fin dalla costituzione della Società, basti pensare che il successivo contratto di servizio del Comune di Castelvetrano (Deliberazione della Giunta Comunale di Castelvetrano n°592 del 20.12.2004) è siglato dal Sindaco Dott. Gianni Pompeo e come questi sia anche Presidente del Comitato Intercomunale di Controllo. Quindi i Sindaci sono perfettamente a conoscenza che la tariffa doveva essere determinata dai rispettivi Consigli Comunali e come la stessa non poteva essere unica per tutti i Comuni dell’Ambito.

Nello specifico si VIOLA l’art. 17 di cui al contratto di servizio allegato alla Deliberazione della Giunta Municipale di Castelvetrano, n° 319 del 12.08.2004 e l’art. 20 di cui al contratto di servizio definitivo allegato alla Deliberazione della Giunta Comunale di Castelvetrano n°592 del 20.12.2004 entrambi rubricati, “disposizioni finali” e che integralmente si riporta: “ Il Contratto entrerà in vigore alla data della sua firma e dovrà essere interpretato secondo buona fede nel rispetto dell’art. 1366 C.C. e secondo la Legge della Repubblica Italiana. Esso dovrà essere interpretato nella sua interezza attribuendo a ciascuna clausola il senso che ne deriva dal complesso dell’Atto, tenendo conto della reale intenzione delle Parti al tempo della sua sottoscrizione ex artt. 1362 e 1363 C.C.”Appare chiaro ed inconfutabile alla luce di quanto sopra che l’assemblea dei soci continua ad operare in violazione di legge forte del fatto che i sindaci sono padroni della Belice ambiente. Ci troviamo di fronte ad un caso aberrante in cui la figura di controllore e controllato coincidono con la stessa persona.chi deve fare rispettare la legge ed i contratti di servizio? Le uniche tariffe valide per legge sono quelle ultime stabilite dai rispettivi consigli comunali degli undici comuni aderenti all’ato tp2 e solo quelle vanno applicate!

PERCHE’ LA BELICE AMBIENTE ED I SINDACI (che poi sono la stessa cosa) SI OPPONGONO?
Chiediamo, alla luce di quanto sopra, che si blocchino
● i fermi amministrativi in quanto emessi in palese violazione di legge.
● le azioni coercitive messe in atto dalla Belice Ambiente tramite la Serit Sicilia che si basano su atti illegittimi, come è illegittimo il pagamento della TIA che la Belice Ambiente a seguito della recente sentenza della Consulta.

Chiediamo che la Belice Ambiente
● provveda a rimborsare in autotutela e a procedere al relativo sgravio esattoriale per quegli utenti che non hanno ancora provveduto al pagamento della TIA anni precedenti.Certi e fiduciosi della vostra disponibilitàporgiamo distinti saluti.

Rifondazione Comunista Castelvetrano