Antonino RotoloBeni per quasi 309 milioni di euro sono stati sequestrati ai “quadri direttivi” di Cosa Nostra. Nell’operazione “Imperium” la polizia tributaria della Guardia di Finanza ha eseguito sei decreti emessi dal tribunale di Palermo nei confronti dei capi dei mandamenti di Pagliarelli, Noce, Malaspina-Cruillas, Bocca di Falco e le famiglie di Torretta, Carini e Castelvetrano.

Tra i destinatari del provvedimento c’è anche il boss Antonino Rotolo, arrestato nel giugno 2006 nell’ambito dell’operazione “Gotha”. Tra i beni sequestrati 14 società, 102 immobili (compresa la sala bingo “Las Vegas” riconducibile a Rotolo), dieci automobili e 44 rapporti bancari e polizze assicurative. L’operazione vale per l’esattezza 308 milioni 722 mila euro.

Nel commentare l’operazione il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha sottolineato che “è un colpo durissimo, che vale probabilmente quanto la cattura di un grande boss e forse di più”. “Sono convinto – ha aggiunto – che questa sia la strategia vincente: sottrarre alla mafia i beni significa colpirla nei suoi organi vitali, mettendone in crisi tutta l’organizzazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo: “Lo strumento del sequestro dei beni è molto valido. Occorrono però delle modifiche per il loro reimpiego immediato”. “L’indagine di oggi – ha proseguito Messineo – ancora una volta si è occupata di individuare i beni riconducibili al gruppo mafioso indagato nel corso dell’operazione Gotha”.

Dal canto suo, il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato ha osservato che “se oggi prendiamo una mappa di Palermo e coloriamo di rosso gli edifici costruiti nel capoluogo siciliano dalla mafia con i capitali delle organizzazioni mafiose, ci accorgiamo che, dagli anni Sessanta, all’epoca del cosiddetto ‘sacco di Palermo’, una buona parte di Palermo è stata realizzata con il beneplacito dell’organizzazione mafiosa”.

Un’affermazione alla quale Messineo ha voluto replicare: “Io sarei per una versione più ottimistica e affermerei che se dovessimo colorare di rosso questi edifici sulla mappa di Palermo, potremmo sostenere che lo Stato ha sequestrato una buona parte delle costruzioni sino ad oggi, e fino a ieri, realizzate dai mafiosi e in mano dei mafiosi”.