Questa mattina, a Castelvetrano, sono stato testimone di un fatto eccezionale: una pattuglia di vigili urbani svolgeva servizio di viabilità all’altezza dello svincolo autostradale, facendo smaltire la lunga fila che in genere si forma d’estate in corrispondenza di quell’incrocio, dove, probabilmente, una rotatoria sarebbe stata più utile ed avrebbe dovuto avere la priorità rispetto a quelle realizzate di recente nella stessa zona.

Sarà stato un caso; ma in venti anni di residenza a Castelvetrano, pur avendone avvertito tante volte l’esigenza, era la prima volta che assistevo ad un fatto del genere. Un plauso a quei Signori Vigili che godono del mio rispetto; anche perché quando ho avuto bisogno di loro da libero cittadino ho avuto sempre una risposta. Ma probabilmente bisogna “saper chiedere” per ricevere risposte.

Ed allora una domanda che reputo lecita: se il servizio di viabilità fosse esteso anche alle due principali vie del Centro (Via Mannone e Corso Vittorio Emanuele), chi a Castelvetrano si muove per lavoro o per altre esigenze che non siano il semplice “struscio” estivo mattutino, potrebbe evitare di impiegare anche 30 minuti per percorrere i 1500 metri che vanno dalla Via Roma alla porta Garibaldi o viceversa?

Da una certa ora il problema si sposta a Selinunte dove la variazione dei sensi di marcia ha portato una serie di conseguenze per la viabilità non sempre positive. Avete provato ad andare dalla Via Cavallaro all’Hotel Admeto? Non mi risulta che ci sia un senso unico, ma nemmeno un senso alternato o un semaforo; chissà quanti turisti se ne saranno accorti prima di me che raggiungere gli hotels della zona e parcheggiare sia abbastanza arduo senza una regolamentazione delle precedenze.

Una efficiente attività di deterrenza volta ad evitare I numerosi incidenti che si verificano d’estate sul ramo della 115 che collega Castelvetrano a Marinella di Selinunte, potrebbe essere attuata se si coordinassero le attività di tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio che, sempre agli occhi del semplice cittadino, non difettano per numero, visto quanto si verifica in occasione di manifestazioni pubbliche o eventi privati. Allora rappresentanti delle Forze dell’Ordine, Vigili e Ausiliari se ne contano a decine.

Noi cittadini di Castelvetrano, negli scorsi due mesi, saremo stati affetti in gran parte dalla “sindrome di Magellano” (all’occorrenza consultare Google).
Provo a spiegarmi meglio; all’annuncio dell’arrivo dei Commissari in Città molti hanno plaudito e sperato che la decisione caduta dall’alto, che privava tutti i castelvetranesi, onesti e non, del potere di scegliere più o meno democraticamente i propri rappresentanti in Consiglio Comunale ed un Sindaco, potesse determinare un periodo di efficienza e rigore, nell’esercizio della cosa pubblica, che avrebbe ricondotto la città ad uno stato di normale vivibilità e di buona accoglienza turistica, fattore fondamentale per l’economia locale.

Ma ai miei occhi ed agli occhi di tanti turisti o cittadini che in estate tornano al “luogo natio” la città, assieme alle sue borgate balneari, rimane molto, moltissimo al di sotto di un normale livello di vivibilità. I motivi sono evidenti per tutti e non starò a replicare le lagnanze così diffuse ed accorate. Potrei non essere sufficientemente informato, ma mi sembra che l’unica, concreta prospettiva di cambiamento riguardi quella conseguente all’annuncio sulla disponibilità di “fondi per le demolizioni”.

Quando ho sentito parlare di “demolizione” immediatamente ho pensato alle centinaia di immobili della città abbandonati, semidistrutti o tenuti in piedi da quegli orribili contrafforti, ai tanti spazi del centro storico da destinare a parcheggi o giardini. Ho pensato alla urgente e rigorosa attuazione delle tante intimazioni alla demolizione che priverebbero topi, piccioni ed incivili abitanti spargitori di immondizia dei degradati ricettacoli a loro disposizione.

Invece mi sbagliavo; le somme che sono stanziate riguardano l’abbattimento di case sul litorale di Triscina. E certo; a prescindere dal sacrosanto aspetto giudiziario del problema, bisogna anche dire che giornalisticamente Castelvetrano è stata troppo oggetto di denigrazione per i fenomeni sociali che l’assillano e quasi mai di attenzione per le eccellenze che le appartengono. Così “tanto tuonò che piovve”: se il collega Giletti si fosse occupato del problema delle case abusive di Triscina 30 anni prima il problema forse sarebbe stato risolto in tempo per potersi oggi occupare di altre, assolutamente primarie, necessità. E tra quelle non solo l’immondizia, il degrado ambientale e sociale o la cattiva politica, ma un danno mille volte più grave, che appesantisce tante volte di più le responsabilità di chi ha amministrato Castelvetrano negli ultimi decenni: l’assoluta incapacità di determinare una sana e concreta progettualità tesa a valorizzare un territorio ricchissimo di beni ambientali, paesaggistici e culturali, che avrebbero potuto produrre posti di lavoro e ricchezza diffusa. A contribuire a ciò sarebbe bastato che ognuno dei 32.000 abitanti, come amministratore o dipendente pubblico oppure come semplice cittadino, facesse il minimo dovuto.

Ecco la soluzione (quanta supponenza!, dirà qualcuno): i Commissari hanno il potere di pretendere da ognuno di noi castelvetranesi il “minimo dovuto”.
Mi auguro che sia questo uno dei loro obiettivi; altrimenti propongo un mio personale quesito che sottopongo ai lettori che più volte hanno benevolmente plaudito ai miei articoli, affinché lo facciano anche loro, se condividono: visto che hanno dichiarato di essere aperti al dialogo con la cittadinanza perché i Signori Commissari non divulgano pubblicamente quelle che sono per loro le azioni prioritarie che potrebbero restituire a Castelvetrano la dignità di cittadina vivibile e civile?

Ne abbiamo tanto bisogno per continuare a vivere, a lavorare, a investire credendo in un futuro diverso per questa nostra città. Concludo con un piccolo consiglio pratico ai Signori Commissari: quando arrivate a Castelvetrano, allungate un po’ ed entrate in Città dallo svincolo di Campobello; da lì raggiungete il Palazzo Comunale attraversando la città in direzione Nord. Vi accorgerete senz’altro che c’è un Sud per tutti, anche per i Castelvetranesi, che il degrado diffuso è anche peggiore di quello che pensavate e che molti problemi potrebbero essere risolti senza investire risorse milionarie, ma imponendo ad ognuno di noi quel “minimo dovuto” di cui parlavo.
Grazie.

Antonio Colaci