Lo scorso 22 marzo l’associazione CODICI ha partecipato al convegno sul Codice Antimafia tenutosi presso il Museo Fondazione Orestiadi di Gibellina organizzato in occasione del 50° anniversario del terremoto del Belìce.

Dopo i saluti istituzionali del Presidente della Fondazione dr. Calogero Pumilia, del Procuratore della Repubblica di Marsala dr. Vincenzo Pantaleo e dei presidenti dei Consigli degli Odini degli avvocati di Marsala e Sciacca avv.ti Gianfranco Zarzana e Antonino Augello, ha introdotto i lavori la dott.ssa Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Marsala.

Sono intervenuti come relatori il dr. Raffaele Cantone, Presidente dell’ANAC e l’avv. Beniamino Migliucci, Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane.

I relatori sono stati concordi nel ritenere che per combattere la mafia e la corruzione è essenziale la trasparenza ed una burocrazia molto snella nei rapporti tra Pubblica Amministrazione e cittadini.

E’ stato altresì affermato che per combattere in modo energico i comportamenti collegati a tali fenomeni delittuosi i soggetti che li pongono in essere si avvalgono sempre più spesso del consenso della gente e pertanto diventa necessario prevenirli lavorando sulla cultura in genere e sulla prevenzione.

Dal convegno è emersa la diversità di opinioni nell’applicazione del Codice Antimafia ai reati associativi di corruzione.
La dott.ssa Camassa ha pure sottolineato che oggi le lobby di potere hanno una notevole influenza nella società e quindi potrebbero sostituire l’azione intimidatrice della mafia.

L’associazione CODICI, tramite il Segretario Regionale Manfredi Zammataro e il Delegato Giovanni Crimi, dichiarano che l’opera di sensibilizzazione nelle scuole e nelle diverse aggregazioni sociali, unitamente ad una maggiore vicinanza delle Istituzioni ai cittadini, sono necessari per contrastare la corruzione e la mafia e tale compito dev’essere svolto non solo dalle Associazioni che si occupano specificatamente di tali problematiche ma anche da altri sodalizi e consessi sociali, cosa che non avviene.

Rilevano inoltre che negli incontri ove si discute di Codice Antimafia si trascura spesso di affrontare le questioni relative ai diritti dei lavoratori delle aziende sequestrate e dei terzi creditori la cui chiara risoluzione contribuirebbe certamente a mantenere in vita aziende già virtuose con un notevole ritorno in ordine di consenso sociale.

CODICI ha già tenuto a Castelvetrano un incontro su tale questione e l’intervento dei diretti interessati ha fatto emergere, come risulta da più fonti nonché dalla cronaca recente, che lo Stato è stato disattento ed avrebbe potuto fare molto di più per tutelare i soggetti in buona fede che hanno avuto rapporti di lavoro o commerciali con aziende sequestrate.

Associazione CODICI Castelvetrano