Tanto pubblico e uno straordinario successo di critica per “Mosko” ,lo spettacolo ideato e diretto da Giuseppe Cimarosa , andato in scena dal 16 al 18 agosto scorso a Triscina di Selinunte, presso l’eccellente struttura del CAM, (Campus Archeologico Museale) diretto da Giovanni Miceli.

Lo spettacolo di teatro equestre ideato da Giuseppe Cimarosa ha sbalordito i numerosi spettatori che, nelle tre serate, hanno riempito l’originale location per il pubblico, fatto di balle di paglia e tanta archeologia.

Già in passato, Giuseppe Cimarosa era riuscito a stupire il suo pubblico con meravigliosi spettacoli di Teatro Equestre. Ma la messa in scena di Mosko è stata tutt’altra cosa. La manifestazione ha visto anche la presenza del sindaco, Felice Errante e di altri rappresentati le istituzioni locali ed è stato prodotto dalla fondazione Kepha.

mosko giuseppe cimarosa

Davvero suggestive le varie scene proposte da Cimarosa e dagli attori coinvolti. Superlative ed uniche le scene con il cavallo Lorenzo chiamato così, verosimilmente come dedica al padre di Giuseppe che attualmente si trova in carcere per le note vicende legate al boss Matteo Messina Denaro. Il maestro Cimarosa, ha messo molto del suo sentire, in tutto lo spettacolo.

L’iniziativa ha preso spunto dalla recente scoperta archeologica avvenuta al CAM e relativa al giovane selinuntino Mosko , chiamato cosi ,in ragione del ritrovamento nella sua tomba, di una particolare ciotola, riportante l’inciso che ha dato il nome allo spettacolo. Cimarosa, e i suoi attori hanno dato molto al copione, con una recitazione di notevole spessore.

Il giovane autore, ha costruito un percorso teatrale ragguardevole dove, il viaggio interiore nel profondo dell’ anima fa riscoprire il senso di legami antichi e li rende nuovamente attuali. Evidenzia la gracilità umana in ogni tempo e la lotta perenne tra il bene ed il male. Dove l’anima, seppur torturata riesce, nell’equilibrio delle esperienze vissute, a trovare la pace interiore.

Un messaggio gestaltico, molto attuale e che viene fuori dalla corpo e dal movimento.
 Anche il cavallo Lorenzo ,sembra calarsi pienamente nella sfera emotiva voluta da Cimarosa, eseguendo a menadito la sua stupenda parte tra musiche fuochi. In questo percorso Cimarosa non riesce a nascondere la sua esperienza personale che fonda le sue radici, nel riscatto sociale attraverso la rinascita culturale e spirituale. Mosko, verosimilmente è Lui.

E alla fine , dopo tante fatiche la sua anima vince. Un messaggio forte, quello voluto dall’autore, e allo stesso tempo intriso di spiccata sensibilità verso l’arte, il cambiamento e il riscatto sociale attraverso, l’impegno tangibile e non solo parolaio e che conduce l’anima e la coscienza alla luce della fede e della rinascita. L’autore ha voluto dedicare al padre Lorenzo che sta collaborando con i magistrati le tre serate del Cam.

articolo di Filippo Siragusa

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ecco il servizio andato in onda sul TG2