Nel centrodestra, la candidatura di Nello Musumeci alla presidenza della Regione Siciliana fa ancora discutere nonostante l’intesa sia stata vidimata dall’alto, con il via libera pure di Silvio Berlusconi.

Dall’altra parte, l’Italia dei Valori rifiuta ogni possibilita’ di accordo con il Pd e l’Udc, che ormai avrebbero raggiunto l’intesa sul nome di Rosario Crocetta.

Biografia Wikipedia

Studi universitari in Scienze delle Comunicazioni; bancario, lavora nel Gruppo Unicredit ed è giornalista pubblicista.

Entra in politica a 15 anni nelle fila della “Giovane Italia”, organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano. A vent’anni è eletto consigliere comunale nella sua città, Militello in Val di Catania, e successivamente nei Comuni di Gravina di Catania e Castel di Judica.

A trentadue anni è eletto segretario provinciale del MSI di Catania. Consigliere provinciale dal ’90 al’93.

Presidente della provincia

Nel febbraio 1994, con suffragio diretto, diviene, dopo il ballottaggio, presidente della Provincia di Catania con la sola lista MSI-Destra Nazionale. È riconfermato presidente nel ’98, al primo turno, con oltre 310 000 preferenze, sostenuto da una coalizione di centrodestra. È considerato, assieme al sindaco del centrosinistra Enzo Bianco, uno dei protagonisti della cosiddetta “Primavera di Catania”. Rimane in carica fino alla scadenza del secondo mandato (maggio 2003).

Aderisce nel 1995 a Alleanza Nazionale, e diventa coordinatore regionale per la Sicilia dal 2002 al 2004. Rimane in Alleanza Nazionale fino al settembre 2005, quando – in polemica con Fini – fonda Alleanza Siciliana, movimento autonomista di destra a carattere regionale.

In seguito a reiterate minacce mafiose ha vissuto sotto scorta dal ’95 al 2001 e dal 2005 al 2006.

Parlamentare europeo

Deputato del Parlamento europeo per tre legislature (1994-2009) per la lista di Alleanza Nazionale nella circoscrizione Isole. Alle elezioni europee del 2004 ottiene 116.732 preferenze, risultando il deputato di Alleanza Nazionale più votato in Italia dopo Fini, Alemanno e Gasparri. A Bruxelles fa parte delle commissioni Pesca e Agricoltura, dell’Assemblea parlamentare euromediterranea e della commissione per l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.

Con La Destra

Musumeci si candida alla presidenza della Regione Siciliana, a capo del neonato movimento Alleanza Siciliana, alle elezioni regionali del 2006, per protesta contro la ricandidatura di Salvatore Cuffaro, allora rinviato a giudizio per reati di mafia. Ottiene il 5,3% contro il 53,1% dell’esponente del centrodestra e il 41,6% della candidata del centrosinistra Rita Borsellino.

Nel luglio 2007 è tra i fondatori de La Destra, il partito nato per iniziativa di un gruppo di ex parlamentari usciti da Alleanza Nazionale. Al nuovo partito aderisce anche Alleanza Siciliana, per decisione unanime del congresso regionale tenutosi a Catania nell’ottobre del 2007.

Per le elezioni amministrative 2008 a Catania, Musumeci si candida a sindaco della città, sostenuto dalla lista civica che porta il suo stesso nome. Musumeci ottiene oltre il 25% dei voti, superando in preferenze il candidato del centrosinistra Giovanni Burtone, e arrivando a sfiorare il ballottaggio col candidato sindaco sostenuto dal centrodestra, Raffaele Stancanelli che viene eletto sindaco al primo turno. Musumeci risulta essere comunque il consigliere comunale più votato della città, con oltre 4.000 preferenze, seguito dal senatore Enzo Bianco dello schieramento di centrosinistra.

Il 6 dicembre 2008 viene eletto vice-segretario de La Destra dal Comitato centrale del partito, carica alla quale rinuncia l’anno successivo.

Ha insegnato all’Istituto superiore di giornalismo di Acireale e ha collaborato con l’ISSPE, l’Istituto siciliano di studi politici ed economici di Palermo. È autore di alcuni saggi storici sulla Sicilia del Novecento.
Sottosegretario al Lavoro

Nel settembre del 2010, ospite al meeting de La Destra a Taormina, il presidente del Consiglio annuncia la volontà di chiamare un rappresentante del partito di Storace nel governo. Il 5 febbraio 2011 il premier Silvio Berlusconi in una lettera aperta a Francesco Storace ribadisce di volere offrire una rappresentanza esterna nel suo Governo ad un esponente de La Destra, rimasta fuori dal Parlamento dopo le elezioni politiche del 2008. I vertici del partito propongono Musumeci come prossimo sottosegretario.

Il 15 aprile 2011 il Consiglio dei Ministri nomina Nello Musumeci nuovo Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. La cerimonia di giuramento si svolge il 19 aprile a Palazzo Chigi.

Candidatura Regionali Sicilia 2012

E’ di ieri l’annuncio del segretario del Pdl, Angelino Alfano, di appoggiare Musumeci. La cui candidatura e’ stata lanciata da Micchiche’. Ma il leader di Grande Sud oggi chiede ai pidiellini di cambiare nome al partito presentandosi alle regionali del 28 ottobre come ‘Popolo della Sicilia’.

In un’intervista pubblicata sul quotidiano La Repubblica, Micciche’ spiega che ”l’apertura al Pdl snatura il nostro progetto autonomista. A questo punto, spero che gli esponenti del Pdl, se davvero vogliono convergere su Musumeci, diano dimostrazioni reali di amore per la Sicilia. Devono essere loro ad adeguarsi alla filosofia dell’iniziativa. Anche cambiando nome, presentandosi magari come Popolo della Sicilia”.

In tanti all’interno del Pdl sono rimasti delusi dalla scelta dei vertici del partito (ieri pomeriggio diverse sono state le telefonate tra Berlusconi, Alfano e Musumeci) di convergere sul leader di Alleanza siciliana. Non ultimo Francesco Cascio, presidente dell’Ars, tra i papabili candidati, che aveva pensato proprio all’esponente della Destra come suo numero due. Gli altri delusi, oltre allo stesso Castiglione, secondo quanto si racconta in ambienti del Pdl, sarebbero Roberto Lagalla, rettore dell’Universita’ di Palermo, sul quale sembrava che il partito avesse puntato, e Raffaele Stancanelli, sindaco di Catania, anche quest’ultimo tra i possibili candidati.

Intanto tra oggi e domani Musumeci completera’ il suo giro di incontri per chiudere le alleanze e venerdi’ dovrebbe presentare il programma in conferenza stampa.

Fli esclude ogni possibilita’ di appoggio a Musumeci perche’, come puntualizza all’Asca il coordinatore siciliano Carmelo Briguglio, “pur non avendo nulla contro la sua storia politica e personale” sostenerlo significherebbe fare “da battistrada all’ennesima discesa in campo a livello nazionale di Silvio Berlusconi”.

Dunque quella di Fli “è un’obiezione tutta politica e in chiave nazionale”.