Riteniamo che l’ennesima campagna di denigrazione ed isolamento condotta ai danni del dottor Antonio Ingroia, Procuratore Aggiunto a Palermo, abbia l’obiettivo di screditare i risultati del suo lavoro investigativo e sia un atto d’intimidazione rivolto a tutti i Magistrati che stanno faticosamente portando avanti le inchieste sul biennio stragista.
Ad aprire il fuoco contro il dottor Ingroia è stato il direttore del quotidiano Il Foglio Giuliano Ferrara, commentando il recente arresto di Massimo Ciancimino
Appresa la notizia dell’inquietante messaggio ricevuto dal dirigente scolastico del Liceo Classico di Castelvetrano, prof. Francesco Fiordaliso, il Sindaco di Castelvetrano, Dr. Gianni Pompeo ha voluto manifestargli la sua solidarietà:
“Si tratta di un vile gesto, qualunque sia la matrice che lo ha stimolato, che rappresenta come la mentalità mafiosa nella nostra città sia ancora radicata al preside Fiordaliso”
Dopo la condanna in Cassazione a sette anni di carcere, per favoreggiamento alla mafia, e l’ingresso in cella, per l’ex governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro e’ arrivato il licenziamento dall’ispettorato regionale alla Sanita’ dove era dipendente da 21 anni.
Il direttore del personale, Giovanni Bologna, ha firmato, oltre un mese fa, il provvedimento che risolve qualsiasi rapporto tra Cuffaro e l’amministrazione regionale. ”Abbiamo rescisso il contratto – dice – appena abbiamo ricevuto copia della sentenza”.
Una terra senza la mafia è per sua natura una terra ricca, florida, colta, felice e pacifica: un sogno, che possiamo trasformare in realtà!!!!
Purtroppo, Castelvetrano è un paese radicalmente legato alla mafia, qui parlare di mafia era, fino a qualche anno fa, impossibile. Nella storia della nostra Sicilia, ci sono stati uomini che sono diventati eroi agli occhi della gente solo perché hanno avuto il coraggio di osare, di sfidare “cosa nostra”, i quali, hanno sacrificato la loro stessa vita per fare valere quei principi, che dovrebbero essere alla base della nostra società, la quale, si deve basare sulla legalità e la giustizia, che rappresentano le due facce della stessa medaglia. Questi uomini hanno perso la propria vita invano?!? No, affatto.
L’arresto di Massimo Ciancimino ha scatenato, come era immaginabile e legittimo, una ridda di commenti e di prese di posizione, più o meno autorevoli, più o meno informate.
Noi magistrati siamo abituati ai giudizi dei molti che sembrano saperla lunga sulle nostre indagini ed invece dimostrano di conoscerne poco. Il vecchio vizio italiano di sentenziare senza sapere di cosa si parla ci lascia indifferenti.
Oltre 50 uomini della squadra catturandi di Trapani e Palermo, hanno eseguito nella notte decine di perquisizioni domiciliari a Castelvetrano, il paese del superboss latitante Matteo Messina Denaro.
La Polizia, è sempre alla ricerca di tracce che possano condurre al boss. Il 3 giugno dello scorso anno i Servizi Segreti italiani hanno messo una taglia di un milione e mezzo di euro in cambio di informazioni che possano portare alla cattura.
La polizia spagnola ha arrestato Claudio Adriano Giusto, boss della mafia siciliana latitante dal 1998 e condannato a 28 anni in Italia per omicidio.
L’uomo, 43 anni, e’ stato fermato presso la citta’ di Alcarras, grazie alla collaborazione della polizia italiana e dell’Interpol. Giusto e’ accusato di essere uno dei membri del clan che fa capo a Matteo Messina Denaro, anche lui latitante e nella ”top ten” dei criminali piu’ pericolosi ricercati nel mondo.
Percezione sociale, lavoro, economia, impresa. Sono tante le sfaccettature del servizio televisivo di La7 (“fratelli di mafia”) andato in onda un paio di settimane fa, che ha coinvolto la città di Castelvetrano.
Ma l’intervista ad un cittadino che elogia Matteo Messina Denaro e condanna la classe politica italiana, ha prodotto le prevedibili reazioni da orgoglio ferito che forse non hanno lasciato la necessaria serenità per ragionare meglio anche sul resto del servizio.
“Per celebrare la memoria di una persona bisogna innanzitutto guardare dentro di noi, fare un esame di coscienza, e ricordare nel miglior modo possibile chi, come Guazzelli, ha servito lo Stato”.
Con queste parole don Angelo Chillura ha aperto la funzione nel Santuario di San Calogero in memoria del maresciallo Giuliano Guazzelli, ucciso 19 anni fa per mano di un commando di cosa nostra.
Mi chiedo a cosa e a chi serva insistere pervicacemente nell’asprezza di una critica che intende colpire duramente l’iniziativa studentesca del Corteo della Legalità, non solo con video di contenuto fazioso e pretestuoso come quello a bella posta sbandierato l’anno scorso dal “criticone” di turno, ma, oggi, con una presa di posizione parziale e miope addirittura preventiva sulla Giornata della Legalità del prossimo 21 maggio organizzata dagli alunni dei Licei Classico, Scientifico e Pedagogico di Castelvetrano.












