La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito il sequestro e la confisca di beni e disponibilita’ finanziarie per un valore complessivo di 2 milioni di euro a carico di esponenti di rilievo di Cosa Nostra, tra questi il fratello del super latitante Matteo Messina Denaro.
I provvedimenti sono stati emessi dalle Sezioni misure di prevenzione dei Tribunali di Palermo e Trapani dopo indagini patrimoniali condotte dal gruppo di investigazione sulla criminalita’ organizzata del Nucleo di polizia tributaria di Palermo.
Beni per 25 milioni di euro sono stati sequestrati dalla polizia e dalla Guardia di finanza di Trapani all’imprenditore Michele Mazzara, 52 anni, considerato un favoreggiatore di Matteo Messina Denaro.
L’operazione, denominata “Panoramic”, ha messo le mani su un ingente patrimonio costituito soprattutto da complessi aziendali.
“Falcone e Borsellino falsi eroi, morti per sete di fama”: per questo e altri insulti alla memoria dei due magistrati uccisi vent’anni fa, pubblicati su Facebook, tre giovani verranno processati dai magistrati di Palermo.
Il pm Geri Ferrara ha infatti chiuso le indagini su Alessandra e Salvatore Fornaro, di 25 e 27 anni, due fratelli originari di Manduria, in provincia di Taranto, ma residenti a Tricesimo (Udine), e su Andrea Gaido, 28 anni, di Giaveno (Torino). Istigazione a delinquere e diffamazione aggravata i reati ipotizzati nell’avviso
Dopo quattro ore di camera di consiglio è stata emessa pochi istanti fa, nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli di Palermo, la sentenza in merito al sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il figlio del pentito di mafia Santino Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido nel 1996 dopo 779 giorni di prigionia.
Sono stati condannati all’ergastolo il boss latitante Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Francesco Giuliano, Salvatore Benigno e Luigi Giacalone.
Due bombe artigianali sono esplose venerdì notte a Palermo in via Domenico Scimà, tra il Borgo Vecchio e la via Amari.
L’attentato è avvenuto all’altezza del numero civico 71, una palazzina sequestrata alla mafia. Uno dei due ordigni e’ stato piazzato davanti allo stabile, dove abita anche un pregiudicato, l’altro sul tetto di un SUV che è andato interamente distrutto insieme ad altre quattro vetture
Solo per un caso l’esplosione non ha causato vittime
Antonino Accardo, nasce nel quartiere siciliano di Chicago. I suoi genitori sono Francesco Accardo, un calzolaio, e Maria Tilotta, due giovani sposi emigrati nel 1905 da Castelvetrano.
A 14 anni Accardo viene espulso dalla scuola. Presto entra a far parte di una banda di adolescenti del quartiere, chiamata circus cafe gang. Il suo primo arresto avvenne all’età di 16 anni.
Accardo diventa presto uno degli uomini di fiducia di Capone nel contrabbando di alcol fungendo da suo guardaspalle.









