Porterà il nome dell’ex prefetto Fulvio Sodano uno degli ulivi che ieri sono stati piantumati un terreno di 25 ettari confiscato, in contrada Canalotto a Castelvetrano, al boss palermitano Gaetano Sansone. E’ stato il prefetto Leopoldo Falco a scegliere di dedicare la pianta da lui messa a dimora all’ex prefetto, scomparso dopo una lunga malattia lo scorso mese di febbraio e che in vita si spese molto per fare rientrare i beni confiscati nell’uso della collettività.

L’iniziativa della piantumazione di nuove piante di ulivo nel bene confiscato e quella di dare a ciascuna di esse un nome è stata attuata da Libera nel penultimo giorno di soggiorno in città di un gruppo di componenti della cooperativa Lombardia nell’ambito del V e ultimo campo lavoro attuato per questa stagione nel fondo di contrada Canalotto.

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Quest’ultimo a ottobre sarà consegnato alla neo cooperativa «Rita Atria», che non è gestita da Libera ma che è sostenuta economicamente anche dalla cooperativa Lombardia che attraverso i suoi 53 punti vendita permetterà il commercio dei prodotti ricavati da questo terreno.

Al Sud – ha detto il prefetto Falco – ci sono tante belle persone, ma spesso ci sono difetti organizzativi che vanno superati, per questo nella lotta per la legalità è importante che istituzioni, associazioni e mondo del volontariato stiano insieme. Bisogna ancora lavorare tanto, ma insieme si vince. Con Libera siamo già una squadra. Lo Stato ha bisogno di questo tipo di collaborazioni

Durante la loro permanenza in città i soci della cooperativa Lombardia e di Legacoop hanno incontrato vari componenti di Libera, tra cui i responsabili provinciale e locale, Salvatore Inguì e Leo Narciso, anche loro ieri in contrada Canalotto dove erano presenti pure i comandanti della Compagnia e della Stazione dei carabinieri, il capitano Fabio Ibba e il luogotenente Domenico Castellano, il dirigente del Commissariato Giovanni Modica, il vicesindaco Marco Campagna e il comandante dei vigili urbani Vincenzo Bucca.

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Per noi – ha rilevato Inguì – questo scambio di attività con i soci della cooperativa Lombardia è importante. La loro presenza ci ha arricchiti. Questo è il quarto gruppo della cooperativa che abbiamo ricevuto durante l’estate. Tutti ci hanno aiutati a ripulire questo terreno e a metterlo nelle migliori condizioni per produrre. Non sono mancati gli incontri istituzionali con forze dell’ordine e soci di altre cooperative di Libera e le escursioni sul territorio

Sul terreno confiscato sorge un immobile fatiscente nelle cui stanze i soci di Libera hanno scoperto varie scritte contro la mafia.

Margherita Leggio
per La Sicilia