C’è chi ne accenna in un quotidiano e chi lo scrive in un’interrogazione comunale.
Ma nel nostro territorio i tumori sono davvero in aumento? Oppure, come più volte sottolineato dal sindaco Pompeo, l’incidenza oltre ad essere la più bassa della provincia di Trapani, si mantiene al di sotto dei valori di tutta l’isola e addirittura dell’intera nazione?
Il primo cittadino è da tempo impegnato ad evitare che possano formarsi quelle leggende metropolitane senza alcun fondamento che finirebbero per creare degli allarmismi ingiustificati.

Ma appena due settimane fa, in un’interrogazione di un consigliere comunale d’opposizione, tra parentesi era scritto che i servizi di oncologia avevano avuto a che fare con una “continua ascesa di casi, soprattutto nel nostro martoriato territorio”. Un inciso al quale Pompeo replicò seccamente: “Da questa parte politica (oggi Alleanza per la Sicilia, ndr) c’è stato sempre un voler decantare come se le malattie tumorali in questo territorio siano in aumento. Ma questo è un procurato allarme, inutile, tendenzioso e dannoso! Gli unici dati scientifici che noi abbiamo e che io volli insieme all’Azienda e alla Provincia – ha proseguito il sindaco – sconfessano apertamente i dati allarmanti che spesso vengono riportati qui in aula. Non possiamo dire alla gente che c’è un pericolo non documentato, perché solo il Registro Tumori può fornire questi dati. Io vi invito, per l’ennesima volta, perché non voglio pensare che questa sia un’operazione scientifica messa in campo da questa forza politica, a ridimensionare quello che dite. Documentatevi prima di dire qualcosa, sennò dite solo sciocchezze, falsità e inesattezze”.

A Pompeo, in verità, non era sfuggito nemmeno il commento di una giornalista di un quotidiano (La Sicilia) che, nel luglio del 2008, si era chiesta se l’inquinamento da percolato della discarica di contrada Favara-Rampante (oggi non più in uso) potesse essere in relazione con l’aumento delle malattie oncologiche nel territorio. In quel caso aveva parlato di allarme sociale ingiustificato (“non è affatto vero che nella mia città c’è un’alta incidenza tumorale”), invitando i giornalisti a “tenere un comportamento corretto e cosciente, evitando di reiterare le cosiddette voci di popolo, ma attenendosi scrupolosamente ai dati ufficiali”.

Dati ufficiali che si trovano sempre in quel registro: il Registro Tumori.
Si tratta di una pubblicazione finanziata dalla Regione Sicilia, curata da dirigenti medici dell’Azienda Sanitaria Provinciale e consulenti esterni, oltre ad un comitato tecnico formato da professori universitari, responsabili di servizi oncologici, direttori sanitari e dal presidente dell’ordine dei medici della provincia di Trapani nel 2008, l’onorevole udiccino Pio Lo Giudice.
Ad oggi i dati disponibili sono quelli relativi al solo triennio 2002-2004, non essendo ancora stati pubblicati quelli dal 2005 al 2007 e non avendo a disposizione dati anteriori al 2002.
E’ da questo monitoraggio che si desume che i tumori nel nostro territorio non sono in aumento a livello provinciale, regionale e nazionale.
Inoltre, visto che non è obbligatorio, non tutte le provincie hanno il registro tumori e in Sicilia ce ne sono solo tre: Trapani, Ragusa e Siracusa. Passando lo stretto invece, l’intera area meridionale ne ha quattro: Catanzaro, Salerno, Napoli e Latina. Al nord e al centro invece la copertura è rispettivamente del 50% e del 25%, mentre la Sardegna ne ha due: Nuoro e Sassari.

Insomma, se l’ipotesi di un aumento dei tumori nel nostro territorio non ha nessuna base scientifica, allo stesso modo potrebbe risultare un po’ azzardata anche la certezza di una minore incidenza rispetto alla Sicilia o all’intera nazione.
Certo, non ci si può affidare a generiche percezioni, anche se pare siano state proprio quelle a far nascere il Registro Tumori della provincia di Trapani. Lo stesso Girolamo Fazio (sindaco di Trapani) ha affermato che l’analisi da cui si è partiti, “che non voleva certamente avere i crismi della scientificità, era quella di una maggiore incidenza del numero di cittadini colpiti da tumori in provincia”. A questo punto c’è da sperare che, oltre alla diminuzione dei tumori, possa esserci un aumento delle provincie dotate del Registro Tumori.

Egidio Morici
per L’Isola del 15/10/2010