Sarà presentato sabato prossimo 17 marzo alle ore 18.00 presso la chiesa della Madonna della Salute di Castelvetrano, un originalissimo saggio, scritto dal rev. sac. Pietro Pisciotta e dalla dottoressa Enza Leggio “Castelvetrano Sacra – Sacerdotium et Imperium nell’età medievale”, edito dall’Accademia Selinuntina di Scienze e Arti di Mazara del Vallo.

Il volume, che sarà introdotto dal prof. Francesco Saverio Calcara, docente emerito nei Licei Statali, partendo dalla ricostruzione delle vicenda dei monumenti religiosi più importanti di Castelvetrano (soffermandosi anche sulle realtà associazionistiche ecclesiali e su alcuni esponenti del clero locale) giunge successivamente all’approfondimento teorico del rapporto tra istituzione civile ed istituzione ecclesiastica – imperium e sacerdotium appunto. Un ulteriore strumento per conoscere e approfondire, da una parte, la storia di una città paradigmatica come Castelvetrano, nonché per evidenziare, dall’altra, l’intrecciarsi delle relazioni fra due strutture fondamentali nella costruzione dell’identità europea.

Va ricordato che nella divisone tradizionale della cronologia universale, la cosiddetta età dei lumi segnò la fine di un’era: quella della modernità, che aveva trovato la sua genesi storica a cavallo tra i secoli XVI e XVII, durante i quali l’Europa aveva vissuto una delle fasi cruciali e più tragiche della sua storia, quella delle guerre di religione.

Questa fase, oltre alle ingenti quantità di vite umane, vide cadere sul campo di battaglia un concetto, quello dell’universitas christiana, il cui tramonto segnerà irreparabilmente la storia del diritto e delle istituzioni.

L’elemento unificatore costituito dal comune credo religioso era stato la base che aveva reso possibile la costruzione di una determinata struttura istituzionale comunque propria di tutto il mondo indo-europeo – e, soprattutto, ne aveva costituito il principale motivo di giustificazione – : una struttura complessa che vede coesistere, sulla base di una differenziazione funzionale, il vertice della organizzazione ecclesiastica ed i rappresentanti del potere politico, senza che gli attriti – che pure ci furono – tra queste due componenti mettessero a repentaglio la validità di questo schema.

Ora, al di là delle implicazioni del rapporto tra imperium e sacerdotium, che è l’oggetto sul quale si incentra il puntuale studio della prof.ssa Enza Leggio, è indubbio che l’intreccio tra questi due elementi, caratteristico della universitas christiana, è alla base di tutto un fiorire di opere d’arte nel campo dell’architettura, della pittura, della scultura e dell’artigianato a sfondo religioso.

Ma non solo: spesso il fiorire di istituzioni caritative – quali ospizi, ospedali, monti di pietà – o di compagnie e confraternite laicali, che spesso assolvevano alla funzione di quelli che oggi definiremmo con brutta espressione “ammortizzatori sociali”, trova la sua origine proprio in quella particolarissima relazione fra autorità politica e autorità religiosa, che vede la sua plastica esemplificazione nella disposizione affrontata, all’interno della distribuzione urbanistica degli spazi, di cattedrale (o chiesa matrice) e castello (o palazzo dei feudatari).

In particolare, a Castelvetrano, piccola capitale degli stati dei Tagliavia Aragona, poi Pignatelli Cortes, la presenza, la committenza e il patronato della casa baronale è all’origine di un vastissimo campionario sia di beni artistici sia di realtà associazionistiche; tema di cui, con la perizia storica che gli è propria, si occupa il rev. padre Pietro Pisciotta.