Entra nel vivo il progetto della fattoria “VitAttiva Bio” di Castelvetrano. Sui terreni che una volta erano in mano alla mafia oggi, c’è posto per tanti cittadini che potranno realizzare il loro orto biologico in una parte dell’intera area di sette ettari in contrada Canalotto che per decenni è rimasta improduttiva.

Da un paio d’anni il progetto è passato nelle mani del Centro Ricerche Economiche e Sociali per il Meridione (CRESM) ed il risultati non sono tardati ad arrivare grazie anche al contributo di alcuni benefattori privati.

«Abbiamo tolto gli alberi secchi che c’erano, il vecchio impianto di irrigazione, ripulito l’intero terreno dai detriti e sistemato la nuova linea per innaffiare» spiega Alessandro La Grassa, presidente del Cresm.

In una parte del terreno sono state coltivate piante officinali: salvia, rosmarino, origano ma anche lavanda. Un’altra, invece, è diventata «orto sociale»: chi vuole può, pagando un minimo canone, «adottare» un pezzo di terreno e coltivarsi gli ortaggi.

La proposta ha già interessato diverse famiglie che hanno colto sia l’aspetto ecologico che produttivo. I costi sarebbero molto contenuti e riassumibili nella formula: “un caffè al giorno, se lo gestite direttamente voi, due caffè al giorno se lo gestiamo noi”.

Prima dell’estate nel terreno hanno lavorato anche quattro utenti del Dipartimento di salute mentale dell’Asp di Castelvetrano. Ragazzi ed adulti che guidati da Rocco Gambini hanno scoperto il valore della natura e dell’impegno. Hanno coltivato la terra, piantato melograni e ortaggi. Al loro impegno la terra ricambia con la sua generosità. «Giorno dopo giorno loro vedono crescere le piante ed è motivo di soddisfazione personale» dice Gambini.

Oltre agli Orti Familiari la fattoria “VitAttiva Bio” ha intrapreso alcune importanti collaborazioni con l’azienda Nieli di Menfi e la Cooperativa Valdibella di Camporeale. Tra i progetti in cantiere anche la produzione di frutti esotici.

INFO: 335.7542815 – www.vitattiva.net