CastelvetranoTutti ormai la considerano vecchia e irrecuperabile. Persi i vecchi splendori, ancora neanche nata la speranza per quelli nuovi. Ma quello che sfugge è che non si può sostituire con un’altra. Nostra è e nostra resterà per sempre.

Si può soltanto cercare di migliorarla, prima che si fermi per non ripartire più. Castelvetrano non è vecchia, antica si, ma non vecchia. Vecchia è la mentalità del castelvetranese che aspetta ancora che qualcuno si carichi da solo le responsabilità perché ci sia una nuova rinascita, per poi criticarne il tentativo.

Vecchia è, infatti, anche l’abitudine di lamentarsi dell’operato altrui e vecchi poi sono i nostri giovani che non hanno mai avuto amore per la città che ha dato loro i natali e che mai l’hanno sentita davvero propria. Vecchie sono le questioni che angosciano la mente del cittadino e vecchie sono molte cose da cambiare.

Da rinnovare profondamente nell’animo, da rinnovare profondamente purtroppo è l’animo stesso. Smarrito è andato il sentimento per Castelvetrano. Come un vecchio amore ormai partito, sbiadito è nei ricordi, perché troppo tempo è passato dall’ultimo incontro. Ma tra le strade del paese una nuova forza comincia a prendere piede, rendendo sempre più palpabile quest’inquietudine.

Nell’aria da lontano, trasportato dai venti, comincia a sentirsi una voce, che diventa sempre più forte. Una voce che, se ascoltata con attenzione, assomiglia più ad un grido, ad un urlo. Un urlo di malessere generale, un urlo di dispiacere, un urlo in cerca di ascolto. Un urlo si, perché sfortunatamente la voce non basta più per ripetere di continuo le stesse cose. Per lamentarsi sempre delle opere incompiute o delle opere mal compiute. È nato un Urlo, capace di unire tanta gente, che di certo paura non ha di dire quello che pensa, per dare alle loro opinioni un unico sbocco, un unico altoparlante. Per dare alle critiche la costruttività di cui mancano.

Signori, è nato l’ URLO.
Il movimento cittadino che ha deciso che è giunta l’ora di rimboccarsi le maniche e trovare le soluzioni da proporre. Lamentarsi è troppo facile, figurarsi che è la prima cosa che imparano a fare i neonati e lo imparano pure da soli. Noi dovremmo essere in grado di fare qualcosa in più. Lamentiamoci pure, ma troviamo allo stesso tempo una soluzione a tutti quei problemi che Castelvetrano ci offre come spunto. Non abbiamo il potere di cambiare il paese, ma abbiamo la forza per potere urlare quello che si dovrebbe fare. Abbiamo la capacità e la libertà di suggerire quel che vogliamo e se poi qualcuno ascolterà quest’Urlo, allora avremmo avuto ragione. Ma badate bene, non c’è da cambiare soltanto Castelvetrano, c’è prima da cambiare il Castelvetranese. Occorre far rinascere in lui il sentimento per una Città che ha bisogno di aiuto come non mai. C’è da far innamorare di nuovo il castelvetranese della sua Castelvetrano.

È necessario che tutti la amino per farla rinascere.
È sbalorditivo come da un recente sondaggio che l’Urlo ha proposto sul web sembra sia il Castelvetranese la prima vera indecenza di Castelvetrano. Precede addirittura gli infiniti parcheggi a pagamento e l’abbandono del sistema delle piazze. Signori ci troviamo di fronte un bivio: continuare con l’assoluta trascuratezza di Castelvetrano oppure urlare tutti insieme quel che c’è da fare per il bene comune. L’Urlo ha cominciato la sua battaglia. Libero da qualsivoglia vincolo, irriverente ed ironico consiglierà la mente del Castelvetranese affinché cresca e capisca. E chissà, magari un giorno l’Urlo non avrà più nessuno contro cui urlare, perché tutti insieme già urleranno. Comincia così una nuova età, l’età della rinascita, l’età del nuovo rinascimento.

L’Urlo di Castelvetrano
http://blog.libero.it/urlalo/view.php?ssonc=1347330378