antenna telefonia

foto d’archivio

La relazione di conformità elettromagnetica relativa alla installazione di una antenna di telefonia non era inerente all’edificio sul quale doveva essere collocata.

Questa la fondamentale ragione per la quale il Consiglio di giustizia amministrativa ha dato ragione al Comune che aveva impugnato il ricorso al Tar da parte della Wind che aveva presentato una istanza per posizionare l’impianto in un immobile di contrada Giallonghi.

Nella sua opposizione il Comune, peraltro, aveva obiettato che l’antenna sarebbe stata installata troppo vicino alle scuole primaria di piazza Benedetto Croce e media inferiore “Enrico Medi”. Da parte sua la Wind aveva prodotto studi dell’Arpa sull’impatto elettromagnetico sull’ambiente e sulla salute delle persone. La richiesta di installazione dell’antenna la compagnia telefonica l’aveva inoltrata al Comune poco più di due anni fa.

Tra i documenti che la Wind avrebbe allegato ci sarebbe stato pure il certificato di agibilità dell’abitazione sulla quale doveva essere collocata l’antenna, ma Palazzo Pignatelli ha asserito nel ricorso che tale istanza non poteva essere allegata in quanto l’agibilità all’immobile in questione era stata attribuita in data successiva. A difendere l’amministrazione comunale in questo ricorso davanti al Cga è stato l’avvocato del Comune Francesco Vasile, dopo apposita delibera dello scorso 25 giugno, mentre la Wind era difesa dall’avvocato Giuseppe Sartorio.