alitalia Alicos sicilia“La crisi Alitalia rischia di avere pesanti ripercussioni sul call center Alicos: mille addetti a servizi e prenotazioni potrebbero infatti, nel silenzio generale, perdere il posto”.

A lanciare l’allarme è il segretario generale della Cgil siciliana, Italo Tripi, che chiede al presidente della Regione di “fare sentire la sua voce per evitare – dice – questo ulteriore disastro occupazionale in Sicilia“. Nell’isola Alicos ha 1.600 dipendenti, mille dei quali svolgono servizi per Alitalia, “ma di loro, non rientrando l’azienda nel perimetro industriale, – osserva Tripi – non si tiene conto nelle proposte nazionali”.

“Sono anche queste – sottolinea – le condizioni reali, che non possono essere ricondotte nelle schema imposto del prendere o lasciare, delle quali la Cgil chiede si tenga conto nella trattativa e che motivano la posizione del nostro sindacato”. A Raffaele Lombardo, Tripi, lancia un appello ad “attivarsi per impedire le derive antimeridionaliste dei provvedimenti del governo nazionale, tra questi quelli sulla scuola, ma anche alla ripresa del confronto governo – sindacati nell’isola.


“La situazione economica e sociale – dice Tripi – rischia di aggravarsi e sono tanti gli argomenti su cui urge il confronto alla ricerca di soluzioni”. “Col governo regionale – aggiunge – abbiamo siglato un’intesa lo scorso 6 agosto, partendo dal riassetto organizzativo della regione e prevedendo l’avvio di tavoli di concertazione entro il 15 settembre”.

L’assessore regionale al Lavoro, Carmelo Incardona, ha incontrato una delegazione dei lavoratori del call center Alicos di Palermo, guidata dai responsabili di Cgil, Cisl e Uil aziendali e di categoria. Alicos, società per il 60% di proprietà di Almaviva e per il 40% di Alitalia, fornisce servizi alla clientela alla compagnia di bandiera. Lo stato di crisi di Alitalia, che ha un debito con Alicos di svariati milioni di euro, allarma i 1.500 lavoratori sulla continuità aziendale e, quindi, sulle prospettive occupazionali. “Ho già scritto – ha detto Incardona ai lavoratori – al presidente del Consiglio Berlusconi e ai ministri dei Lavoro e dei Trasporti, al commissario straordinario di Alitalia Fantozzi per porre la questione del futuro del call center Alicos”. Per Incardona “il preoccupante evolversi degli scenari rischia di coinvolgere anche i lavoratori di questa importante realtà occupazionale che è strategica nelle politiche commerciali della compagnia, perché gestisce il principale canale di vendita della azienda”. “La Sicilia – dice l’assessore – non può permettersi di vedere svanire 1.500 posti”.

(ansa)