A meno di un anno dagli arresti, rinvio a giudizio e prima udienza l’8 febbraio dinnanzi al Tribunale di Marsala per alcuni degli arrestati dell’operazione antimafia “Campus Belli” che il 16 dicembre 2011 portò in carcere undici persone, tra le quali l’ex sindaco Ciro Caravà.

Ieri il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo Giangaspare Camerini ha disposto il rinvio a giudizio di Ciro Caravà, Antonino Moceri, Cataldo La Rosa, Simone Mangiaracina, Gaspare Lipari, l’anziano boss Leonardo Bonafede e Antonino Tancredi.

La prima udienza del processo si terrà l’8 febbraio dinnanzi al Tribunale di Marsala. Dal processo è uscito di scena Giovanni Buracci perché, durante il periodo di detenzione, è deceduto. Già nella prima udienza di martedì era stato, invece, accolto il rito abbreviato condizionato per Filippo Greco (difeso dagli avvocati Michele e Antonella Moceri) e Calogero Randazzo (difeso da Biagio Di Maria): la prima udienza si terrà il prossimo 12 febbraio sempre davanti al giudice Giangaspare Camerini.

Il rito condizionato consentirà agli avvocati di produrre prove documentali e testimoniali a difesa degli imputati. Gli arresti del Ros dei Carabinieri lo scorso 16 dicembre destarono scalpore in paese, soprattutto perché a finire in manette fu anche l’allora sindaco Ciro Caravà che – secondo quanto riferirono gli investigatori a poche ore dopo l’arresto – rappresentava l’espressione politica della locale consorteria mafiosa. Caravà, alla sua seconda sindacatura – sino allo scioglimento per mafia del Comune avvenuto a fine luglio – non si è dimesso dalla carica.

La scelta delle dimissioni, invece, l’hanno fatta i componenti il consiglio comunale che sono stati sostituiti, per alcuni mesi, dal commissario regionale Carlo Pecoraro. Sino all’ufficialità dello scioglimento per mafia e alla nomina di una commissione prefettizia a tre (formata da Esther Mammano, Natalia Ruggeri e Salvatore Mallemi) che oggi rappresenta sia la Giunta Municipale che il consiglio comunale. Al processo si sono già costituti parte civile le associazioni antiracket di Mazara del Vallo, Marsala ed Alcamo, insieme all’associazione “Addio Pizzo” di Palermo.

Max Firreri