È terminata con l’arresto in flagranza di reato di tre rapinatori,

1.     PILATO Antonino, nato a Mazara Del Vallo, classe ‘94, residente a Campobello di Mazara;
2.     BELTRALLO Vito Daniele, nato a Mazara del Vallo, classe ‘91, residente in Campobello di Mazara;
3.     F. S., classe ‘95, residente in Campobello di Mazara

l’intervento condotto dalla Squadra Volanti del Commissariato di P.S. di Mazara del Vallo, diretto dal dott. Carlo NICOTRI.

In data 17.10.2013, alle ore 20.45 circa, a seguito di segnalazione giunta alla locale Sala Operativa, gli agenti di servizio di “volante” sono intervenuti in questa Via Cortina poiché, poco prima, era stata segnalata una tentata rapina a mano armata.

arrestati campobello

foto. Commissariato di P.S. di Mazara del Vallo

In particolare i suddetti operatori, una volta giunti sul posto e preso contatto con la persona offesa, hanno appreso nelle immediatezze che poco prima tre giovani armati di pistola avevano tentato di perpetrare una rapina all’interno della sua abitazione.

Gli agenti in servizio hanno anche appreso che solo a seguito del tempestivo intervento di uno dei componenti della famiglia, intervento volto ad attivare l’allarme sonoro dell’abitazione, i tre malviventi si sono dati a precipitosa fuga, allontanandosi velocemente a bordo di una autovettura di colore bianco.

Si apprendeva, infine, che due dei tre rapinatori, di statura bassa e di corporatura esile, erano travisati con dei passamontagna ed armati di pistola, mentre il terzo, che la persona offesa aveva visto bene in viso, veniva descritto come un giovane alto circa 1.78, con capelli corti a cresta, indossante una maglietta di colore bianco.

Inoltre, sempre la predetta vittima, riferendo la dinamica dei fatti avvenuti, sostanzialmente ha dichiarato di aver sentito, intorno alle 20.45, suonare il campanello di casa, e conseguentemente di essere andato ad aprire il cancello in quanto colui che aveva bussato aveva dichiarato di essere un finanziere e che avrebbe dovuto notificare un verbale.

Uscito quindi fuori dalla porta d’ingresso dell’abitazione, la vittima si è recata innanzi al cancello ove si trovava il predetto giovane a volto scoperto; improvvisamente, però, lo stesso è stato raggiunto alle spalle da due giovani travisati i quali, impugnando pistole, lo spingevano all’interno dell’abitazione.

Accortasi dell’accaduto, la moglie del rapinato, rimasta all’interno dell’abitazione in prossimità della porta d’ingresso, ha cercato innanzitutto di impedire l’ingresso ai malviventi, serrando con forza la porta e riuscendo in tal modo a colpire col battente uno dei malviventi al viso, ed in seguito attivando immediatamente l’allarme il cui pannello di controllo si trovava nelle vicinanze.

In seguito alla richiesta di intervento giunta presso la locale Sala Operativa, gli operatori di Volante si sono subito messi alla ricerca dei suddetti giovani, attenzionando soprattutto vetture di colore bianco.

Nel corso della ricerca dei rapinatori, dopo poco tempo, mentre i predetti operatori della “volante” percorrevano questa via Vittorio Veneto, veniva immediatamente notata una Fiat Punto di colore bianco che, alla vista della volante, rallentava vistosamente, cercando di farsi superare con fare sospetto. Considerate le circostanze di tempo e di luogo, stante la rispondenza della vettura in questione con quella descritta, atteso il numero di occupanti (si trattava di tre giovani a bordo), si procedeva al controllo dell’autovettura che veniva quindi bloccata.

Atteso quanto sopra, considerato che i tre occupanti dell’autovettura corrispondevano sommariamente alle descrizione dei rapinatori indicati dalla vittima e che uno dei passeggeri presentava una ferita lacero contusa allo zigomo sx (verosimilmente corrispondente al colpo ricevuto da uno dei due rapinatori dalla porta d’ingresso) e non in ultimo dall’atteggiamento “nervoso” del conducente, alle ore 21.50 si rendeva necessario effettuare una perquisizione personale sul posto. Tale mezzo di ricerca ha dato esito positivo: BELTRALLO Vito Daniele, (passeggero dell’auto con la vistosa ferita allo zigomo sx), occultava difatti su di sé, e più nello specifico all’interno della calza destra, un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 17, 5 cm.

Stante la flagranza del reato di porto ingiustificato di arma da taglio, nonché i gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di tentata rapina aggravata in concorso, i predetti venivano accompagnati allora presso questi Uffici.

In seguito, poi, al riconoscimento fortuito di uno dei tre avvenuto presso questi Uffici da parte della persona offesa ivi giunta per denunziare l’accaduto, che in tal modo riconosceva senza ombra di dubbio nel conducente dell’auto PILATO Antonino, meglio sopra generalizzato, il giovane che aveva suonato il campanello e che si era presentato per il finanziere, si procedeva alla perquisizione dell’autovettura.

Tale perquisizione ha permesso di rinvenire:

•     occultati all’interno del cofano posteriore, numerosi strumenti atti ad offendere (nello specifico una mazza da lavoro ed un bastone in legno );

•     nel vano porta oggetti dello sportello anteriore sx un coltello a serramanico;

•     all’interno dell’abitacolo, incastrata sotto il sedile del conducente, occultata dentro un guanto di colore grigio, una pistola tipo Beretta calibro 7,65 con matricola abrasa e n° 8 cartucce dello stesso calibro inserite nell’apposito caricatore.

La vittima del reato, nel formalizzare la denuncia orale, riferiva in maniera dettagliata i fatti e le circostanze dell’evento criminoso subito, facendo risaltare minuziosamente particolari che questa P.G. riscontrava a carico dei predetti giovani.

Nel particolare:

•     Veniva riconosciuto dalla vittima, anche se incidentalmente, senza ombra di dubbio il PILATO Antonino (l’unico giovane non travisato);

•     i due giovani travisati impugnavano le armi con guanti di colore grigio chiaro, guanti dello stesso tipo di quello usato per occultare la pistola rinvenuta sotto il sedile dell’autovettura Fiat punto bianca, condotta e di proprietà dello stesso PILATO Antonino;

•     Il ritrovamento della pistola con matricola abrasa con relativo munizionamento perfettamente funzionante;

•     Il vistoso taglio allo zigomo sx di BELTRALLO Vito Daniele sarebbe riconducibile al colpo ricevuto dal battente della porta d’ingresso chiusa con violenza dalla moglie del denunziante nell’atto di impedire l’accesso ai malviventi durante la rapina;

•     L’autovettura di colore bianco su cui viaggiavano i predetti giovani corrisponde all’auto vista allontanare dal luogo dell’evento delittuoso.

Atteso ciò, stante i gravi indizi di colpevolezza emersi nel corso dell’attività d’indagine svolta senza interruzione di continuità e pertanto, stante la flagranza del reato in quanto gli stessi venivano trovati poco dopo con cose o tracce pertinenti al reato, i predetti venivano tratti in arresto in concorso tra loro per la tentata rapina di cui si discute, nonchè per il porto di arma da fuoco clandestina.

Nel corso della predetta attività si rendeva inoltre necessario estendere la perquisizione presso i domicili degli odierni indagati. Tale mezzo di ricerca della prova ha dato esito positivo solo nell’abitazione del PILATO Antonino, in quanto venivano rinvenute:

•     Nr.19 cartucce tipo caccia cal. 12;

•     Nr. 59 proiettili cal. 7,65;

•     Nr.1 bossolo cal. 7,65;

•     Nr. 3 proiettili cal. 7,65 a salve;

•     Nr. 22 proiettili cal. 9 x 17 a salve;

•     Nr. 3 bossoli cal. 9 x17;

•     Nr. 1 pistola ad aria compressa cal. 4,5 con matricola;

•     Nr. 1 Revolver verosimilmente del tipo giocattolo modificato atto ad offendere;

•     1 passamontagna di colore nero;

•     1 cilindro in metallo filettato verosimilmente un rudimentale silenziatore perfettamente adattato per essere avvitato sull’estremità della canna della pistola marca Beretta rinvenuta nell’auto dello stesso PILATO, nonché dei passamontagna di colore nero.

Il Beltrallo ed il Pilato, dopo le formalità di rito, espletate presso il Commissariato, su disposizione della locale A.G. sono stati accompagnati presso la casa Circondariale di Trapani, e tenuti a disposizione dell’A.G. in regime comune con il divieto d’incontro tra loro; per quanto riguarda invece F.S., minorenne, questi, su disposizione della competente A.G., è stato accompagnato presso il centro di Prima accoglienza del carcere Malaspina di Palermo.

 

Comunicato stampa – Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara del Vallo