bertolaso

Mentre Guido Bertolaso si preoccupa di difendersi a mezzo stampa dai giustificati attacchi ricevuti a seguito dello scandalo esploso qualche giorno fa sugli appalti alla Maddalena, nel messinese i comuni della fascia tirrenica cominciano a franare e vengono sgomberati totalmente.

E’ il caso di San Fratello, una piccola comunità alle pendici dei Nebrodi, che ieri è rimasta vittima di un vasto movimento franoso. 1500 persone, in questo momento, si stanno chiedendo che fine faranno le loro case. E, a questo punto, me lo chiedo anche io. A loro va il mio pensiero e la mia più totale vicinanza.

Ma vediamo di chiarire qualcosa riguardo alla gestione Bertolaso: solo chi, come me, ha lavorato per molti anni in un dipartimento regionale di Protezione Civile, può riuscire a mettere insieme e raccontare.

Guido Bertolaso, a partire dai primi anni duemila ha accresciuto un potere che è diventato assoluto con il tempo. Questo potere gli è stato concesso da Silvio Berlusconi, ovviamente. Non parliamo di illazioni, come vorrebbe far credere il “Re Sole”, ma di dati e numeri. Tra il 2001 (quando Bertolaso viene nominato capo della Protezione Civile) e la prima metà del 2009, le ordinanze varate dalla Presidenza del Consiglio sono 587. Nulla di scandaloso, se fossero davvero tutte emergenze per calamità naturali imprevedibili e senza margine di prevenzione, ma non è così. Tra queste “emergenze”, infatti, figurano numerosi meeting religiosi, eventi sportivi, viaggi del Papa, pericoli legati addirittura all’imponente afflusso turistico alle isole Eolie!


Bertolaso è stato nominato Commissario e gli sono state affidate somme (non del tutto controllabili, nemmeno dalla Corte dei conti o dalla Corte costituzionale perchè in un certo senso “secretate”) per eventi come l’esposizione delle reliquie di San Giuseppe da Copertino in una città di 25.000 abitanti o per i viaggi pastorali di Benedetto XVI. Ha seguito i lavori sul lungomare di Trapani nel 2004 in occasione dell’America’s Cup, che hanno suscitato molto interesse nei cuori dei boss mafiosi dell’isola siciliana, scatenando l’aprirsi di indagini da parte della Commissione Parlamentare Antimafia e delle procure di Palermo e Trapani.
Insomma le ordinanze di Protezione civile possono essere fatte su tutto, a partire dal transito dei tir nel centro della città di Messina per finire con gli ingorghi delle gondole di Venezia. Sembra uno scherzo, eppure non lo è.

Un esempio di gestione malata dell’era Bertolaso è dato appunto dai lavori per il G8 alla Maddalena (poi, come sappiamo, trasferito a L’Aquila).

Nell’ordinanza 3663, per la valutazione d’impatto ambientale, si stabilisce che:

“Nelle more del procedimento di valutazione d’impatto ambientale il soggetto attuatore è autorizzato a procedere agli affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al soggetto affidatario le eventuali prescrizioni che dovessero essere impartite successivamente all’esito della valutazione d’impatto ambientale, consentendo, altresì, l’apertura dei cantieri e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali”.

Sostanzialmente, quindi, questo passaggio autorizza la Protezione civile a far partire i lavori senza che vi sia stata una valutazione di impatto ambientale.

Nell’ordinanza 3757 per la ricostruzione in Abruzzo, si legge:

“Al fine di accelerare le iniziative necessarie allo svolgimento delle procedure dirette alla realizzazione di moduli abitativi nei territori colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009, per la progettazione preliminare, anche relativamente agli aspetti di funzionalità e di inserimento paesaggistico, le procedure finalizzate alla scelta del contraente, la predisposizione degli atti contrattuali, la verifica del progetto esecutivo, la sicurezza dei cantieri, l’assistenza al collaudo e direzione lavori, il Commissario delegato puo’ avvalersi di società di progettazione o uffici tecnici di imprese del settore sulla base di criteri di scelta di carattere fiduciario, nonché stipulare dieci contratti a tempo determinato ovvero a collaborazione coordinata e continuativa sulla base dei medesimi criteri”.

Cosa significa questo? A voi l’arduo compito di interpretare…….

Le indagini della magistratura, comunque, non sono casuali, e lo dimostra il fatto che ne esistono pure sui grandi appalti per il piano parcheggi di Catania, per il porto di Trapani, per i Mondiali di nuoto di Roma, e per lo scandalo rifiuti in Campania.

Bertolaso ha ricostruito la Protezione Civile a sua immagine e somiglianza, con la forte complicità della malapolitica, svuotandola di molte funzioni che erano fondamentali per il buon funzionamento di tutto l’organismo. Ha eliminato il Servizio sismico, l’Ufficio opere pubbliche, scegliendo nella sua cerchia di amici più fidati i dirigenti della “sua” creatura. Inoltre, con lui si è persa la bella abitudine di investire nella prevenzione più che nella gestione dei grandi eventi. E adesso? Adesso probabilmente si vuole semplificare ulteriormente la rete di clientelismo creata fino ad oggi, attraverso la costituzione di una S.p.a., che significa semplicemente privatizzare l’ente. Un’idea incredibile, che lascia senza parole. L’avviso di garanzia a Bertolaso arriva solo un giorno dopo l’approvazione in Senato del testo che contiene la costituzione della Protezione civile Spa. Bisogna necessariamente “legalizzare” i presunti (?) reati commessi fino ad ora?

Ufficio Stampa On. Sonia Alfano
www.soniaalfano.it