Ringrazio tantissimo lo Stato italiano, il ministero degli Afari esteri, l’unità di crisi, tutto il movimento che ha sostenuto la mia famiglia e la mia liberazione.

Sto bene e spero di poter continuare a lavorare nella cooperazione”. Sono le prime parole pronunciate da Rossella Urru al suo ritorno in Italia. Con un volo proveniente dal Burkina Faso, è atterrata in serata all’aeroporto di Ciampino dove è stata accolta dai familiari e dal presidente del Consiglio Mario Monti.

L’opinione pubblica si era dimenticata della volontaria italiana rapita a Saharawi, nella notte del 23 ottobre 2011 da un gruppo di estremisti islamici.

“E’ un lavoro rischioso, è un lavoro difficile -ha aggiunto- il rischio l’ho vissuto in prima persona, ma spero che questo non fermi me e tutto il resto della cooperazione”

A chi le chiedeva se avesse avuto paura, “A volte è capitato -ha risposto Rossella Urru- ma sono stata trattata bene, adesso sto bene, sono in forze e finalmente è finita”. Quindi, alla domanda se tornerà nelle terre dove ha vissuto in questi 9 mesi, ha risposto con un “può darsi.

Rossella Urru, appena scesa dall’aereo allo scalo di Ciampino ha abbracciato i suoi familiari, padre, madre e due fratelli. Quindi ha stretto la mano al premier Monti che l’ha salutata con due baci.

Bentornata in Italia, mai benvenuto è stato dato con tanto calore, con tanta gioia”, ha detto Monti rivolto alla cooperante liberata ieri al termine di un sequestro durato 9 mesi.

I suoi familiari -ha aggiunto il premier- hanno avuto una forza straordinaria, l’Italia e la Sardegna in primo luogo hanno manifestato grande affetto e grande palpitazione per lei. Debbo ringraziare gli organi dello Stato per essersi prodigati così efficacemente. Lei è una persona che ha dedicato e sta dedicando la sua vita ad attività di cooperazione e tutto il mondo della cooperazione si è sensibilizzato per farla tornare a casa, in particolare so che la comunità di Sant’Egidio è stata di grande aiuto, accanto agli organi dello Stato italiano. Bentornata.

La cooperante italiana era accompagnata dal capo dell’Unità di crisi del ministero degli Esteri Claudio Taffuri che si era recato sul posto nella fase che ha preceduto la liberazione. Prima del suo arrivo in Italia, il ministro degli Esteri GiulioTerzi, ha parlato al telefono con Rossella. “Una grande emozione. Lei sta bene, l’aspettiamo tutti a Roma”, ha commentato il ministro.