Spesso questo blog ha raccontare di giovani che vanno via in cerca di lavoro che dia merito al loro percorso di studi, ma molto spesso i ragazzi vanno via prima, per iniziare il percorso universitario fuori la Sicilia, è il caso di Giuseppina Lo Cascio, 23 anni, laureatasi lo scorso ottobre in giurisprudenza distinguendosi all’Università di Parma per la sua tesi sui beni confiscati alla mafia partendo proprio della sua Castelvetrano,  esempio a tanti suoi coetanei perchè lei stessa ci tiene a precisare che Castelvetrano e i castelvetranesi “sono molto di più della mafia”, noi siamo orgogliosi del lavoro fatto dalla nostra lettrice che nella propria tesi ha anche citato il blog per articoli relativi al suo lavoro.

Riteniamo opportuno sia lei stessa a raccontare il suo percorso personale e di studi, ecco le sue parole:

Giuseppina assieme a sua madre

Giuseppina assieme a sua madre

Ho conseguito il diploma nell’anno 2010/2011 presso il liceo Giovanni Gentile di Castelvetrano con il voto di 100/100 con una tesina intitolata “la cultura come strumento di potere”. Durante il percorso di studi ho avuto la fortuna di incontrare dei docenti davvero validi. Di questi un ruolo fondamentale , ma soprattutto un posto nel mio cuore” ha avuto la professoressa Antonella Denaro, che oltre ad avermi fatto avvicinare all’attività dell’associazione “Libera : associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, è diventata (senza saperlo) una guida per me. Lei era ormai un modello da seguire!

Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che hanno sempre creduto in me perciò , dopo la maturità, mi hanno dato la possibilità di scegliere liberamente tanto il percorso di studi quanto il luogo. Nel 2011 mi sono immatricolata alla facoltà di giurisprudenza di Parma. Ho scelto questo ateneo perché , tra tutti offriva un programma che meglio si adattava ai miei interessi, i docenti hanno curriculum di tutto rispetto , l’organizzazione è ottime e l’ università è particolarmente attenta ai bisogni degli studenti.

Durante la carriera universitaria mi sono interessata alle materie penalistiche e durante l’ultimo anno dal diritto urbanistico. Infatti ho scelto questa come materia per l’esame di laurea. Il 12 ottobre 2016 mi sono laureata in giurisprudenza con un voto importante con una tesi in diritto urbanistico, dal titolo “Governo del territorio e immobili confiscati alla criminalità organizzata: riutilizzo sociale e ritorno alla legalità”.

L’elaborato riguarda sostanzialmente il delicato rapporto intercorrente tra la lotta alla criminalità organizzata e la restituzione del maltolto alla collettività, riscattandola tramite un riutilizzo dei beni confiscati per farne qualcosa di buono per tutti. Queste forme di riscatto , oltre che incrementare la sensibilità della gente sull’argomento, permettono anche ai pianificatori territoriali di ottimizzare l’uso del territorio.

I vantaggi sono diversi primi tra tutti: minor costo (riqualificare dei beni implica l’impiego di minor denaro di quanto non ne richiederebbe costruirne di nuovi ), minor impatto territoriale ( sfruttando le zone già edificate è possibile preservare gli spazi rurali) e maggior fiducia nelle istituzioni. Un bene, che a termine di un apposito procedimento, viene consegnato a un Comune è quindi una risorsa per lo stesso, il quale può decidere se utilizzarlo in maniera diretta ovvero indiretta , affidando on concessione a terzi. È proprio questo il caso su cui mi sono concentrata.

Nella tesi infatti, oltre a fare riferimento al piano regolatore comunale di Castelvetrano, che a seguito dell’assegnazione possono subire modifiche, ho affrontato lo studio del riutilizzo sociale di un bene sito in contrada “Canalotto” affidato al Comune nel 2008.

Ad oggi il bene è stato affidato in concessione alla “Cooperativa Sociale Girasole” che attualmente lo gestisce insieme alla “cooperativa sociale CRESM” al fine di ottimizzare i risultati di un progetto chiamato “Vitattiva” di cui il comune di Castelvetrano é partner.

Il progetto mira a un’inclusione dei soggetti disabili, a una sensibilizzazione sociale creando un forum dei beni confiscati (anche su altri valori come il rispetto dell’ambiente) e di valorizzazione dei terreni confiscati a Castelvetrano. L’attività ha raggiunto ottimi risultati e risulta che, su sette ettari totali, tre sono stati destinati alle coltivazioni di ortaggi; un ettaro è impiegato per la coltivazione di piante officinali e i restanti 2 ettari sono lasciati come pertinenze per altri usi futuri. Ad esempio fattorie didattiche , infatti si intende realizzare una fattoria Bio.

Nella tesi ci sono tutti gli aspetti giuridici di queste “trasformazioni”, la convenzione intercorrente tra il Comune e le cooperative e l’effettivo ruolo del comune, ma soprattutto i benefici per la collettività .

Giuseppina dopo la laurea ha iniziato a lavorare in uno studio legale a Parma in cui viene retribuita per il suo apporto, ad oggi è iscritta alla SSPL (scuola specializzazione per le professioni legali)